Gli zampognari ad Acquaviva Picena

Condividi questo articolo sui social o stampalo

ACQUAVIVA PICENA – Sabato 19 dicembre nella piazza san Niccolò e nelle vie del centro storico di Acquaviva Picena si sono esibiti gli zampognari. Gentilmente hanno accettato di suonare per i bambini del catechismo e per i presenti le nenie di Natale, regalando in questo periodo difficile, un po’ di atmosfera natalizia. La coppia formata da Roberto Perugini e Stefano Buttafoco ci ha raccontato come nasce questa tradizione e la loro passione per questo strumento: “La storia dello zampognaro parte dall’Antica Roma, dai tempi di Nerone, dove esisteva già uno strumento molto simile alla zampogna. Nel tempo poi questo strumento si lega molto spesso alla figura del pastore, perché nei momenti di pausa dal lavoro, realizzavano con le proprie mani dei pifferi, dette propriamente ciaramelle , che con il tempo si sono andate sempre più perfezionando aggiungendo altri elementi e arrivando fino allo strumento che oggi conosciamo. Io ho sempre avuto questa passione per la zampogna, fin da bambino. Io e Stefano amiamo questo strumento. Quattro anni fa andai a Carsoli a comprare la zampogna e ho iniziato a suonarla da autodidatta. Stefano invece sono venticinque anni che suona la zampogna, lui è un maestro. Stefano gira l’Italia con la zampogna, quest’anno purtroppo la situazione non gli ha permesso di esibirsi. Con lui partiva anche un signore sugli ottanta anni, che ora non lo accompagna più e così io sono subentrato al suo posto. V

eniamo chiamati dai Comuni, dalle Pro Loco e da tutti quelli che hanno piacere di ascoltare questo particolare momento. Ad Acquaviva Picena in modo speciale mi è piaciuto molto suonare all’interno della chiesa, si è creata una caratteristica atmosfera natalizia. Ho trovato una bella accoglienza, abbiamo anche regalato al parroco un dono da parte nostra e della nostra visita in paese. Un grazie a tutta l’Amm.ne Com.le, un grazie al sindaco Rosetti e al vice sindaco Balletta. Un grazie a tutti quelli che sono venuti ad ascoltarci”.

Condividi questo articolo sui social o stampalo

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *