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FOTO Il covid non ferma l’amore dei sambenedettesi per l’Immacolata

DIOCESI – L’emergenza covid non ha impedito a un popolo acceso di amore di rinnovare martedì 8 dicembre il voto cittadino alla Madonna Immacolata che i sambenedettesi onorano da ben 165 anni! Anzi, il fervore e la preghiera si sono fatti ancora più intensi, visto che l’attuale situazione sanitaria non è poi così dissimile da quella vissuta dai nostri padri a causa del colera.

Tutto si è svolto nelle modalità che ormai sono diventate consuete, ovvero mascherine e distanziamento sociale. Proprio per questo motivo i posti in chiesa erano limitati e quelli a disposizione sono stati tutti occupati. Molti fedeli hanno avuto la possibilità di seguire la celebrazione grazie alla diretta streaming realizzata da VeraTV.

Alle ore 17.00 il Vescovo Carlo Bresciani è entrato nella chiesa di San Benedetto Martire insieme ai concelebranti don Patrizio Spina, Vicario Generale della Diocesi; don Guido Coccia, Parroco di San Benedetto Martire; don Romualdo Scarponi, per più di 40 anni Parroco di San Benedetto Martire; padre Carlo Benigni ex parrocchiano ed oggi appartenente all’Ordine dei Frati Minori. Hanno assistito alla funzione i diaconi Walter Gandolfi e Emanuele Imbrescia.

Nella sua omelia il Vescovo Carlo ha esordito ricordando le origini del voto cittadino: «Come ogni anno vogliamo oggi rinnovare la nostra devozione a Maria Immacolata, con particolare solennità, sia per la grande devozione che portiamo a Maria, sia per fedeltà al voto che la cittadinanza di San Benedetto ha fatto a Maria Immacolata nel 1855, ben 165 anni fa. In quell’anno la nostra Città era aggredita dal colera, moltissimi furono i morti e la popolazione rischiava di essere decimata. Il popolo si rivolse a Maria Immacolata invocando la sua protezione e facendo voto di perenne devozione a lei con la solenne celebrazione annuale di una Novena. Da un anno il Papa Pio IX aveva proclamato il dogma della sua Immacolata Concezione che con questo voto il popolo confermava la sua fede nell’Immacolata, ricorrendo appunto al suo aiuto. Il morbo si fermò e da allora la popolazione con le autorità civili è sempre stata fedele a questo voto, anche, come ricordiamo molto volentieri, in tempo di guerra».

Ma ciò che negli anni passati era gratitudine per un ricordo, oggi diventa invocazione di protezione e misericordia a causa del coronavirus: «Il parroco Don Guido ha scritto che la solennità quest’anno ha un sapore diverso dal solito: un altro morbo sta perseguitando noi e il mondo intero e impone limitazioni che neppure la guerra fu in grado di imporre. Lo vediamo anche in questa celebrazione, per le rigide modalità con le quali viene rinnovato l’antico voto: c’è un numero limitato di presenze ed è richiesta un’adeguata distanza interpersonale. Attraverso il Sindaco che rappresenta tutta la cittadinanza, noi questa sera rinnoviamo il voto, non solo come encomiabile fedeltà a quanto promesso nel passato, ma anche come nuova invocazione alla Madre Immacolata che chiamiamo in nostro aiuto perché con la sua intercessione ci liberi dal nuovo e insidioso morbo che minaccia noi tutti».

Oggi come allora la principale preoccupazione è la salute e non si smette di invocare protezione da parte di Maria: «La preoccupazione per la la salute ci avvolge tutti. Siamo preoccupati per noi, ma sopratutto per i nostri anziani e i nostri nonni, custodi della saggezza della vita, che sono i più minacciati e che stanno pagando il prezzo più alto a causa di questa pandemia. Maria col suo mantello, sicura e impenetrabile mascherina, ci faccia da scudo e respinga gli assalti del coronavirus. Già il 25 marzo di quest’anno, con questa chiesa abbaziale chiusa in osservanza delle ordinanze dell’autorità pubblica, qui mi rivolsi a Maria insieme al Signor Sindaco, invocando la sua protezione. Con il suo aiuto fummo praticamente totalmente risparmiati dalla prima ondata epidemica e per questo questa sera vogliamo ringraziarla di tutto cuore».

Il Vescovo Carlo ha rinnovato l’invito ad atteggiamenti responsabili e prudenti: «Ora siamo di fronte alla seconda ondata e sentiamo di avere ancora bisogno del suo aiuto di madre e dello scudo immacolato del sul mantello. La invochiamo nuovamente perché lo stenda protettivo su tutti noi, certi che lei, quale Madre di Misericordia, farà tutto il possibile, ma tocca a noi aiutarla, rispettando le regole sanitarie che ci vengono suggerite: solo così la sua opera di intercessione potrà avere un risultato sicuro. La stanno aiutando tutti coloro che combattono contro questa epidemia: il personale sanitario, insieme a tutte le autorità civili e militari e a tutti coloro che assistono i malati e in qualche modo li soccorrono. A tutti loro e per loro la nostra preghiera».

Anche la Chiesa si è mossa con responsabilità: «Anche noi stiamo aiutando in qualche modo Maria, celebrando in maniera inconsueta questa solennità, cioè aiutando e limitando la partecipazione in presenza dei fedeli e con una processione che sarà ridotta al limite. Ma nessuno, neppure noi, siamo tenuti a quello che non è possibile: Dio non ci chiede le cose non possibili. Questo per noi è un sacrificio e lo offriamo a lei sicuri che non disdegnerà, poiché questa limitazione non viene da mancanza di devozione verso Maria, ma da un atto di carità personale e sociale. Atto di collaborazione con lei per la protezione della salute di tutti, anche se la presenza in chiesa è limitata, molti sono uniti a noi e partecipano attraverso la televisione, che ringrazio vivamente per questo servizio con il quale viene permesso a coloro che sono rimasti a casa di unirsi alla nostra preghiera».

La celebrazione si è conclusa con l’accensione di una lampada votiva da parte del Sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti. Al termine della funzione, il simulacro dell’Immacolata Concezione è stato accompagnato dalle autorità religiose, civili e militari in Piazza Sacconi dove il Vescovo Carlo ha impartito la benedizione.