49ª Settimana sociale: Instrumentum laboris, “la finanza va riportata al suo ruolo sociale, cornice regolativa europea”

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“La finanza va riportata al suo ruolo sociale attraverso una cornice regolativa europea che ne combatta le tendenze più speculative. Di recente anche all’interno del mondo finanziario si sono registrati i primi segnali del passaggio verso una finanza sostenibile sotto tutti i profili: ambientale, sociale e economico”.

È quanto si legge nell’Instrumentum laboris, presentato oggi, della 49a Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021 sul tema: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro e futuro. #tuttoèconnesso”. “Preso atto della insostenibilità dei vecchi modelli, si comincia a riconoscere che nemmeno la finanza può pensarsi come una ‘variabile indipendente’”, osserva il testo.
L’Instrumentum labori indica “la tendenza crescente dell’ultimo decennio verso pratiche finanziarie sostenibili”. Pratiche “attente alle questioni sociali e a sostegno di una transizione ecologica”. “Si vanno così rafforzando i cosiddetti Investimenti Socialmente Responsabili e gli Investimenti compatibili con l’ambiente, il sociale e il buon governo”. Tipologie di investimenti diretti alle aziende e agli stati che rispettano i criteri e le convenzioni socio-ecologiche e dimostrano un impatto positivo e non distruttivo sotto tutti i profili sull’ambiente e sulla società nel suo complesso. “Si tratta di segnali importanti che vanno però rafforzati perché la transizione ecologica ha bisogno di una finanza che ne sia al servizio”. La necessità indicata è, dunque, quella di “correggere il sistema delle regole di un mercato finanziario che tende a rimanere troppo speculativo e che distrugge la varietà delle forme di impresa e del settore bancario”. In particolare, soffermandosi sulla normativa bancaria europea, il testo evidenzia che “dovrebbe prendere maggiormente in considerazione e valorizzare il ruolo delle banche di comunità e cooperative, la cui proprietà è ancora nelle mani dei cittadini e non di fondi esteri: anche per tale ragione sono soggetti interessati alla ‘vita dei luoghi’ dove l’ecologia integrale prende concretamente forma”.

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