Don Tiziano Napoletani e Padre Gabriele Lupi raccontano la vita delle loro parrocchie al tempo del coronavirus

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DIOCESI
– In tutta la nostra diocesi le attività pastorali vengono portate avanti nel migliore dei modi, secondo le possibilità che questo tempo ci offre. Nonostante la buona volontà di sacerdoti e laici, le difficoltà sono oggettive e la vita delle parrocchie ha subito grandi alterazioni. Nonostante tutto non ci si è persi d’animo e si fa di tutto sia per rimanere vicino alla gente, sia perché questa non si allontani dalla comunità cristiana, come ci ha raccontato ad esempio don Tiziano Napoletani, parroco a Rotella: «Al momento abbiamo sospeso il catechismo, tuttavia per il mese di novembre abbiamo organizzato un momento di adorazione eucaristica tutti i giovedì indirizzata in particolar modo alle famiglie. In questa occasione abbiamo dato un opuscolo per far riflettere le famiglie sul mandato che è stato dato ai genitori il giorno del battesimo dei loro figli, ovvero quello di annunciare il vangelo e di esserne i primi testimoni. Le famiglie così possono pregare insieme la sera con questo sussidio che offre anche degli spunti a partire da alcuni brani del Vangelo. Abbiamo pensato di celebrare la Messa per i più piccoli il sabato nel primo pomeriggio intorno alle 16.00/16.30. Si tratta di una Messa semplice, animata dai ragazzi che proporranno durante la celebrazione dei canti adatti alla loro età in un clima gioioso. La partecipazione alla Messa è abbastanza regolare: molte persone partecipano a quella del sabato sera, come anche quella delle 11.00 di domenica, mentre vengono meno persone a quella delle 8.00. Non possiamo negare però che non poche famiglie per paura del covid fanno fatica a tornare e speriamo che queste nuove iniziative possano aiutino le persone a tornare in chiesa.

Notevolmente colpita è stata la comunità dei frati del convento San Tommaso a Montedinove, come ci ha raccontato padre Gabriele Lupi, che fra l’altro è anche Vicario Foraneo della Vicaria “Beata Maria Assunta Pallotta”: «La nostra comunità religiosa composta da 12 frati è stata colpita dal covid a partire dal 28 ottobre. Pertanto tutte le attività della parrocchia si sono necessariamente dovute fermare. Abbiamo celebrato delle messe in streaming, però noi come comunità non abbiamo più celebrato in pubblico. Vista la situazione, al momento è tutto fermo. Siamo in attesa che alcuni di noi rifacciano il tampone e di conoscerne l’esito. Dovremo procedere a una sanificazione generale della casa e se Dio vuole ripartiremo con tutte le attività pastorali! In questo periodo siamo stati piuttosto isolati, anche se abbiamo cercato di portare avanti i nostri impegni, magari con contatti telefonici per quello che abbiamo potuto fare. La nostra parrocchia di Montedinove è piccola ed è costituita da 350 abitanti: celebriamo quotidianamente la Santa Messa, teniamo il catechismo per i bambini, però ultimamente abbiamo fatto solo due incontri per i genitori. Come comunità religiosa seguiamo anche la parrocchia di Valdaso e quella di Montelparo. Gli impegni sono molteplici, ma capiamo bene che quello che vogliamo e possiamo fare non dipende da noi».

Nonostante tutto, la Chiesa continua a svolgere la sua missione di presenza e di testimonianza secondo quelle che sono le sfide del momento, forse con mezzi più limitati, ma sempre con uno sguardo di umanità verso le situazioni di sofferenza.

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