“La casa di Lazzaro” a San Benedetto inaugurate grazie alla Caritas e ai fondi 8 x mille le casette per i poveri

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DIOCESI – Si è svolta sabato 14 Novembre presso la sede della Caritas Diocesana, l’inaugurazione de “La Casa di Lazzaro“, un gruppo di casette mobili destinate ai poveri ed indigenti della comunità. Presenti all’evento il vescovo della Diocesi di San Benedetto – Ripatransone – Montalto Carlo Bresciani, il presidente della Caritas Diocesana, don Gianni Croci, e l’assessore ai Servizi Sociali del comune di San Benedetto del Tronto, Emanuela Carboni. Presenti anche i volontari della struttura, tutti a distanza di sicurezza, come previsto dalle norme per il contenimento della diffusione del virus covid-19.

Da tempo si cercava una sistemazione più dignitosa per alcuni giovani senzatetto che, non riuscendo a trovare altre collocazioni in città, erano stati temporaneamente ospitati dalla Caritas Diocesana nel cortile della sede, all’interno di alcune tende da campeggio. Ovviamente si trattava di una situazione provvisoria che preoccupava non poco, visto l’avvicinarsi dell’inverno. Tutti quindi erano in attesa di una soluzione più dignitosa, che finalmente è arrivata! Grazie al contributo di Caritas Italiana e ai fondi dell’8 x mille, la sede diocesana ha potuto acquistare sei casette mobili che sono state benedette ed inaugurate proprio lo scorso sabato dal Vescovo Bresciani.

Queste le parole di Bresciani: “Il Vangelo di questa settimana ci chiama a tendere la mano al povero, proprio come dice il messaggio del nostro papa. Tendere significa andare incontro. Il nostro è un piccolo segno, ma significativo, perché è un segno di attenzione. I poveri sono tra di noi, quelli che vediamo e quelli che non vediamo. Quelli che non vediamo perché non vogliamo vedere e quelli che non vediamo perché la nostra disattenzione e la preoccupazione per le incombenze quotidiane non ci permettono di vedere. Ma qui in questo luogo noi li vediamo, li vediamo che vengono a bussare. La Casa di Lazzaro, quindi, è segno di una sollecitudine, di un’attenzione a dare dignità, per quanto possibile. La Casa di Lazzaro ci ricorda che il povero raccoglieva le briciole e questa è una briciola che, però, dà dignità di vita. Questa soluzione, che Caritas Italiana rende possibile, è un grande dono che dobbiamo saper cogliere. Anche se è una piccola briciola, tante briciole possono fare la differenza.

Il Vescovo ha poi proseguito ringraziando coloro che hanno reso possibile tutto ciò: “Voglio ringraziare don Gianni per la sollecitudine che ha sempre avuto per questa struttura e per tutta l’opera caritativa della nostra diocesi. Poi voglio dire grazie ai tanti volontari che si susseguono qui alla sede Caritas settimanalmente, per il servizio gratuito, che svolgono con dedizione ed amore. Voglio infine ringraziare il Comune di San Benedetto del Tronto per aver concesso il permesso di poter stabilire qui queste strutture che non sono fisse, ma permettono comunque di offrire un riparo adeguato.”

Dopo la lettura del brano evangelico di “Lazzaro ed il ricco Epulone”, il Vescovo Bresciani ha dichiarato: “Non accontentiamoci di questo, ma comunque apprezziamolo! Cerchiamo di fare tutto il bene possibile. Sappiamo che purtroppo non è mai sufficiente, perché siamo in tempi difficili e non riusciamo a rispondere a tutte le richieste dei poveri. Ma, se ciascuno di noi, fa quel bene che è possibile – e soprattutto lo fa con amore – noi rispondiamo a Dio per quello che ci chiede e, allo stesso tempo, rispondiamo anche alle necessità dei nostri fratelli. Tutti siamo naturalmente e spontaneamente portati a guardare a noi stessi e a non volgere lo sguardo verso l’altro, perché guardare fuori di noi a volte ci disturba. Anche noi dobbiamo superare questo clima di continua lamentazione perché guardiamo solo il nostro piatto, come fa il ricco Epulone. Se invece iniziassimo tutti a guardare nel piatto vuoto del vicino, forse la lamentazione potrebbe diventare un inno di ringraziamento al Signore per quello che abbiamo. Ecco, io credo che questo sia l’atteggiamento che dovremmo tenere come cristiani. Mancherà sempre qualcosa a tutti, perché non viviamo nel mondo della perfezione; ma dobbiamo anche essere coscienti che noi abbiamo molto di più di altri e che c’è quindi chi ha molto meno di noi. Se ci rendiamo conto di questo, forse possiamo crescere di più in quello che il nostro papa ci sta ricordando da tempo, cioè che siamo tutti fratelli. Questa affermazione è una frase molto forte e per niente scontata. Anche se sembra molto semplice, in realtà trarre conclusioni coerenti da essa ci fa vedere che il cammino che abbiamo davanti è ancora molto lungo.”

Al termine della riflessione del Vescovo Carlo, l’Assessore Emanuela Carboni ha portato i saluti del Sindaco, Pasqualino Piunti, e si è detta molto soddisfatta e felice de “La Casa di Lazzaro”. Queste le sue parole: “Ricordo come fosse prima questo piazzale: con le tende, sembrava un accampamento; vedo come è diventato ora, invece, e finalmente posso dire che sia un luogo dignitoso. L’Amministrazione comunale con la Caritas Diocesana ha sempre avuto e continua ad avere la massima collaborazione. Il nostro auspicio è che le persone che abiteranno questi luoghi potranno, a breve tempo, trovare una sistemazione abitativa ancora migliore di questa. Il nostro obiettivo è vedere queste persone sistemate e reinserite nella società. Tutti devono avere una seconda possibilità che risulti adeguata e dignitosa, perché il valore della vita, in qualsiasi condizione, è un bene inestimabile. Grazie ai volontari che dedicano alla Caritas il loro tempo e lo fanno gratuitamente. Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo e metterlo a disposizione degli altri è il regalo più grande che possiamo fare.”

La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con il Vescovo Bresciani che ha visitato e poi benedetto le casette: “Ora andiamo a fare la benedizione, una parola ricca di significato. Benedire significa prima di tutto dire bene di quello che Dio ci dà; poi significa dire bene un po’ di tutti; infine vuol dire anche invocare quel bene che Dio può dare e ringraziarlo per il bene che ci ha già dato.” Si è proceduto così al taglio del nastro da parte del Vescovo Carlo, affiancato da don Gianni e dall’Assessore Carboni.

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