Dott.ssa Baiocchi: “La violenza non ha sesso”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Abbiamo ascoltato la dott.ssa Baiocchi che ci ha aiutato a comprendere gli ultimi fatti di cronaca.

Dottoressa Baiocchi, dai fatti di cronaca leggiamo che cresce l’aggressività anche da parte delle donne. C’è una questione sociale che sta cambiando?
Vedere agire violenza da una donna destabilizza perché rompe tutti i rassicuranti cliché cui la cultura vigente è solita relegare la violenza: il raptus, la malattia mentale, la delinquenza, i ceti sociali degradati e, soprattutto, il genere maschio interpretato da sempre come “portatore innato” di violenza, di sentimenti rudi e prevaricatori (in contrapposizione alla femmina generalmente vissuta come “portatrice innata” di umiltà, dolcezza, gentilezza d’animo).

Cosa sta accadendo? Come mai le violenze e gli atti estremi (omicidi, omicidi- suicidi e sfregiamenti) possono essere compiuti da persone a prescindere dalla loro cultura, ceto sociale o sesso? Come mai le donne, proprio come gli uomini, si macchiano di violenze verso altre donne, bambini, anziani e verso gli stessi uomini, colti in posizione di fragilità?

Il mondo si stravolge? No, semplicemente la realtà quotidiana raccontata da una stampa sempre più libera dai pregiudizi, rende visibili le falle non più tollerabili della cultura della violenza relazionale: i clichè appena menzionati.

Bisogna prendere consapevolezza che Violenza e Prevaricazione non sono problemi legati al Genere, ma alla Cultura Analfabeta (Analfabetismo Psicologico) delle Persone: sia maschi che femmine, che nel 2020, per orientarsi nelle scelte della Vita, utilizzano Mappe Mentali affette da Virus che, necessariamente, inducono “fuori strada” dagli obiettivi di Amore e Rispetto che ognuno ha nel proprio cuore.

Tra le più gravose conseguenze dell’Analfabetismo Psicologico, c’è la Gestione Dicotomica delle Divergenze, una Mappa Mentale Virulenta che induce a difendere i propri obiettivi con modalità che causano “ferite” al Corpo o/e alla Psiche (o Mondo Interiore) dell’interlocutore, impedendo quindi la gestione armoniosa delle divergenze a favore della supremazia di un polo rispetto all’altro: necessariamente il Polo che si trova in una posizione di Forza (economica, fisica, di ruolo, psicologica legale, politica) tenderà a prevaricare il Polo che si trova in posizione di fragilità: notoriamente gli Uomini, certo, ma anche le Donne, ogni qual volta vengono a trovarsi in una qualche posizione di dominanza nei confronti di altre donne, di uomini, di bambini, anziani, animali” (A. Baiocchi, “La violenza non ha sesso” (Alpes Italia Editore, 2019).

Osservando il problema da questa angolazione, diventa palese che ogni essere vivente, indipendentemente dal genere, dalla razza, dall’età, rischia di essere prevaricato e di subire violenza, se viene a trovarsi in una posizione di “debolezza” ma rischia anche di prevaricare ed agire violenza se viene a trovarsi in una posizione di “forza”.
Sia il maschio che la femmina, quindi, possono agire violenza ognuno con modalità a loro peculiari: tendenzialmente è appannaggio del maschio la violenza fisica mentre la donna tende ad avvalersi di modalità più sotterranee, meno eclatanti e visibili (questo era vero soprattutto nelle epoche passate, in cui molto più pesantemente di oggi era relegata in un ruolo di sottomissione rispetto all’uomo).
Quindi, al di là delle rilevanze statistiche e della eclatanza mediatica si dovrebbe comprendere che a causa dell’Analfabetismo Psicologico che ancora oggi incombe la violenza può essere agita da chiunque e che chiunque può diventare vittima di prevaricazione se viene a trovarsi in posizione di fragilità: le donne, gli uomini, gli anziani, i giovani, i poveri, i ricchi; i diversamente abili, i normo dotati, gli animali;.

Secondo il mio modesto parere, troppi fautori delle Pari Opportunità, ancora oggi vedono nel Maschio il nemico, senza aver compreso che il vero nemico è il Pensiero Dicotomico, figlio dell’Analfabetismo Psicologico. Molti movimenti sorti per liberare gli oppressi, sono inquinati dal Virus della Dicotomia: Liberare i prevaricati prevaricando gli oppressori, senza accompagnare quest’azione da alcuna iniziativa educativa, non risolve il problema ma lo perpetua.
Compresi i movimenti in aiuto delle Donne, molti dei quali, facendo la guerra al Maschio in realtà non stanno risolvendo il problema ma perpetuano la mentalità Dicotomica.

E’ necessario comprendere atto che la violenza non ha sesso: l’uomo e la donna si dovrebbero alleare per combattere il vero Killer: l’Analfabetismo Psicologico, che genera la “Gestione Dicotomica delle Divergenze”.
Solo superando le Falle della Cultura vigente si può combattere la violenza nella relazione e Tutelare di chiunque ne sia vittima: la donna, certo, ma anche l’uomo, nei confronti del quale oggigiorno non è prevista alcuna forma di tutela”.

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