“La Divina Commediola”, un’opera dedicata ai minori da Giobbe Covatta

Condividi questo articolo sui social o stampalo

ACQUAVIVA PICENA – All’interno della Fortezza medievale di Acquaviva Picena è andato in scena lo spettacolo di Giobbe Covatta, la sua personale versione della Divina Commedia: “La Divina Commediola”, un lavoro dedicato ai minori e ai loro diritti che spesso, troppo spesso non vengono rispettati. Covatta ha iniziato leggendo parti de La Divina Commediola di un tale Ciro Alighieri, scritta in un idioma simile al napoletano, sottolineando che ne è stata trovata solo una parte: l’Inferno. Il Virgilio immaginario: un bambino del Terzo Mondo.
La spiegazione da parte di Covatta di ogni capitolo letto, è stata divertente, comica, spiritosa, ma i temi affrontati sono stati seri e purtroppo a volte molto drammatici. Si è parlato della Convenzione Internazionale dei Diritti dei Minori e di come questi diritti vengono calpestati, ignorati. Si è parlato di malattia, di fame, di abbandono, di bambini orfani, di pedofilia, di sfruttamento, di lavoro minorile, di bambini di strada. Covatta ha raccontato della condizione dei bambini del Terzo Mondo, in modo particolare dei bambini dell’Africa, sottolineando l’importanza di far capire a tutti, soprattutto alle nuove generazioni, che nessun popolo è superiore all’altro, nessuna persona più ritenersi superiore ad un’altra, tutti gli esseri umani sono uguali e hanno gli stessi diritti. Ha raccontato poi della gioia, nonostante tutto dei bambini africani e della riconoscenza verso coloro che li aiutano.
I bambini purtroppo non hanno possibilità di difendersi e non hanno nessuno che li difenda, un “Inferno” quindi. I bambini non conoscono i loro Diritti e subiscono le prepotenze di chi invece dovrebbe proteggerli. Una possibilità di vita migliore per loro sembra irraggiungibile. I Diritti negati ai bambini africani, così come a tutti i bambini del Terzo Mondo, deve essere un tema sul quale si devono interrogare gli adulti, i governi e le grandi potenze, così da mettere fine alle loro sofferenze e restituire ad essi un’infanzia negata.

Condividi questo articolo sui social o stampalo

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *