Da Lourdes a San Benedetto, venerdì l’incontro straordinario con il Dottor De Franciscis, tra fede e scienza

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Delegazione Marche Sud dell’Ordine di Malta Italia e la Sezione Marchigiana dell’UNITALSI organizzano una conferenza che si terrà venerdì 18 settembre 2020 alle ore 21:00 presso la basilica cattedrale Santa Maria della Marina dal titolo Le guarigioni di Lourdes tra fede e scienza. Interverranno il dottor Alessandro de Franciscis Presidente dell’Ufficio delle Constatazioni Mediche di Lourdes e il Vescovo diocesano Carlo Bresciani.

L’evento sarà moderato da don Vincenzo Catani, parroco emerito di S. Pio X di San Benedetto del Tronto, archivista diocesano ed ora ritiratosi nel suo paese natale di Castignano. Don Vincenzo è di casa a Lourdes e addirittura nel settembre 2004 è stato nominato, dall’allora Vescovo di Lourdes Jacques Perrier, “Cappellano d’onore della Grotta”, un titolo che viene concesso ai sacerdoti che hanno un legame speciale con Lourdes e che hanno offerto il loro servizio al Santuario con una particolare assiduità nel corso della loro vita. Proprio a don Vincenzo abbiamo chiesto di spiegare il senso di questo incontro.

Il sacerdote ci ha raccontato del suo amore per questo luogo sacro: «Io sono andato a Lourdes la prima volta 52 anni fa, quando ero ancora diacono. Rimasi per un mese e da allora Lourdes è entrato nel mio cuore, soprattutto per i messaggi evangelici che da questo luogo si irradiano. Infatti le apparizioni riportano pochissime parole di Maria e queste sono tutte rivolte alla comunità cristiana in modo molto aderente al Vangelo. Sono i “segni” di Lourdes a parlare eloquentemente: l’acqua (elemento caratteristico di Lourdes) è un continuo rimando al battesimo e alla conversione; le due processioni quotidiane (quella eucaristica al pomeriggio e quella aux flambeaux alla sera) ricordano il cammino nel tempo della comunità cristiana fortificata dalla presenza di Cristo e dalla luce della fede; la roccia della Grotta indica da una parte la povertà e l’umiltà della incarnazione e dall’altra la solidità della Chiesa fondata sulla roccia di Pietro. Sono tutti segni, insieme ad altri ancora, che rimandano al messaggio evangelico».

Don Vincenzo però non è solo un pellegrino a Lourdes, ma ivi conduce anche delle ricerche in qualità di studioso: «Da sei anni ho la grazia di poter accedere all’archivio dei miracoli che si trova collocato presso l’Ufficio delle Costatazioni Mediche, oggi diretto dall’ottimo dottore Alessandro de Franciscis. Tale archivio raccoglie la documentazione di tutte le “guarigioni straordinarie” avvenute a Lourdes dal 1883 (anno di inizio dell’Ufficio) fino ad oggi e subito costatate dai medici presenti nei vari pellegrinaggi. Tali guarigioni sono registrate presso questo Ufficio e per quelle ritenute più interessanti ha avuto inizio un lungo iter della durata di almeno 10 anni, durante il quale due commissioni, quella medica e quella teologica, hanno vagliato il singolo caso. Solo dopo tali anni di ricerche, testimonianze ed evidenze scientifiche atte ad attestare la stabilità della guarigione e condotte in modo autonomo da queste due commissioni, e solo se al termine il giudizio delle due commissioni è concorde, la guarigione viene ritenuta inspiegabile per la scienza e quindi frutto di un intervento divino, per cui il Vescovo locale emette il decreto di miracolo».

I dati che don Vincenzo ci espone ci parlano di qualcosa di straordinario: «Ad oggi sono ottanta i miracoli avvenuti a Lourdes e ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa, ma in realtà presso l’Ufficio delle Costatazioni Mediche sono presenti circa 11.000 casi di trascrizioni di “guarigioni straordinarie”. Certamente diversi casi sono spiegabili razionalmente, per cui neppure vengono presi in considerazione in vista del miracolo, ma molti altri hanno tutta la possibilità di essere un miracolo ma non hanno avuto modo, per diverse ragioni contingenti, di essere vagliati e studiati, per cui rimangono classificati genericamente come “guarigioni straordinarie”. Ma accanto alle guarigioni del corpo vi sono (e in numero altamente maggiore) i miracoli dell’anima. Solo il Signore conosce le migliaia e migliaia di conversioni, di riconquista della fede, di cambiamenti radicali, di forti desideri di santità, di veri miracoli di abbandono nella volontà di Dio da parte tanti malati, e di grandi slanci di carità in migliaia di volontari che scoprono la bellezza del servizio. Per questo mi piace dire – come diceva Bernadette – che Lourdes è un pezzo di cielo caduto in terra, dove l’Immacolata prende per mano i suoi figli e li porta al Signore».

Grande soddisfazione è stata espressa dalla responsabile diocesana dell’Unitalsi Mariemma Bertoni: «Quest’anno la paura del contagio ha reso i possibili i pellegrinaggi a Lourdes. Il dispiacere per i nostri malati e per gli anziani che non possono essere presenti per pregare davanti alla Grotta di Massabielle è grande e doloroso. La conferenza che il dottor de Franciscis terrà in Cattedrale affronterà tanti temi che riguardano la scienza medica e la fede ed è per tutti noi un inaspettato e prezioso dono che ci permetterà si salire, almeno idealmente, sul treno bianco diretto verso Lourdes».

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