Pina Mozzoni: il docente di Religione è un insegnante di speranza

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DIOCESI – Da questo anno scolastico torna fra le discipline impartite a scuola l’educazione civica. Non sarà un unico docente a insegnarla, ma saranno tutti i professori di un Consiglio di Classe a tenere delle apposite ore, per un minimo di 33 ore annuali. In questo progetto saranno ovviamente coinvolti i docenti di Religione Cattolica, che per tale motivo si stanno opportunamente preparando tramite un corso di formazione. Ne abbiamo parlato con la responsabile diocesana Giuseppina Mozzoni

In che modo gli insegnanti di Religione Cattolica si stanno preparando ad affrontare il nuovo anno scolastico, in particolare per quanto l’introduzione dell’educazione civica?
In questo anno scolastico l’Ufficio Diocesano Servizio Insegnamento Religione Cattolica ha proposto tramite la piattaforma Meet un corso di aggiornamento che ha per tema Educazione Civica e IRC tenuto dal prof. Giovanni Ghidinelli, responsabile dell’Insegnamento della Religione Cattolica della diocesi di Brescia. Il corso si è già svolto nei giorni 2 e 9 settembre, mentre l’ultimo incontro si terrà il 16 settembre.

Come è nata l’idea di questo percorso?
Questo percorso di formazione è stato pensato in un periodo particolare, alla metà di marzo proprio nel periodo di lockdown, dove si viveva nell’indecisione totale. Riflettendo insieme ai componenti dell’èquipe, è emerso che il docente di Religione Cattolica è docente di speranza per cui, parlando anche con il relatore, si è pensato sia alla tematica che alla metodologia del corso.

Quali sono nello specifico i temi trattati?
Il corso di formazione esporrà le linee guida dell’insegnamento di Educazione Civica: Costituzione, legalità, solidarietà e rispetto (primo incontro); sviluppo sostenibile, ambiente, salute e agenda 2030 (secondo incontro) e la cittadinanza digitale, spazi virtuali e rischi della rete (terzo incontro).

Come si lavora durante questi incontri?
Dopo la presentazione della tematica da parte del prof Ghidinelli, segue un lavoro o personale o per gruppi di docenti di uno stesso Istituto Scolastico. Da diversi anni noi docenti di Religione Cattolica ci formiamo seguendo questa metodologia, in modo tale che i lavori vengano condivisi e ogni docente possa utilizzarli nel proprio lavoro scolastico.

Qual è il suo giudizio riguardo l’introduzione dell’Educazione Civica?
Per noi docenti non si tratta tanto di novità in quanto anche se gli obiettivi di Religione Cattolica non sono esplicitati nelle linee guida di Educazione Civica, le tematiche legate allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà, al rispetto del creato vengono da sempre affrontate in tutti gli ordini di scuola nella nostre programmazioni. Ora si tratta di lavorare in modo trasversale con altre discipline per condurre l’alunno ad una maturazione del senso di responsabilità civica, sociale e solidale.

Come stanno vivendo i docenti l’avvio di questo anno scolastico così particolare?
I docenti di Religione Cattolica, come tutti gli altri docenti, si sono trovati a rivedere la metodologia didattica utilizza prima del lockdown, adesso c’è la speranza di rincontrare in presenza gli alunni e questo è motivo di gioia e di speranza. Insegnanti e studenti saranno insieme chiamati a esercitare la loro responsabilità, mettendo in atto tutte le disposizioni anticovid che non sono una limitazione alla nostra libertà perché, come ha ricordato il Presidente Sergio Mattarella, “libertà non è far ammalare gli altri”.

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