- L'Ancora Online - http://www.ancoraonline.it -

Monastero Santa Speranza, Vescovo Bresciani: Santa Chiara ha scelto l’amore

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella serata di martedì 11 Agosto il Vescovo Carlo Bresciani ha celebrato la Santa Messa in ricordo di Santa Chiara presso il Monastero “Santa Speranza”. La funzione si è svolta nel rispetto delle norme anti-covid e i 197 posti, opportunamente distanziati, erano quasi tutti occupati. Si tratta non tanto di un dato statistico, ma di un evidente segno dell’affetto che l’intera comunità sambenedettese ha verso la comunità delle Clarisse che da quest’oasi di pace vegliano con la loro preghiera sulla nostra Città. 

Durante la sua omelia il Vescovo Carlo ha tracciato il profilo spirituale di Santa Chiara alla luce delle letture: «Chiara d’Assisi, pur nella lontananza del tempo nel quale è vissuta, ha ancora qualcosa di estremamente importante e di molto umano, oltre che di religioso evidentemente, da dirci e che può donare molto alla nostra vita oggi. È sempre così: i veri valori sono quelli che resistono alla prova del tempo. Ciò che sparisce velocemente ha poco valore, soprattutto quando questo riguarda il nostro essere umani. Chiara ha da dire qualcosa di importante nella sua estrema originalità, in questo suo aver lasciato tutto per chiudersi in un monastero in estrema povertà». 

In particolare Mons. Bresciani ha messo in evidenza la scelta d’amore della Santa di Assisi: «Chiara ha seguito quello che Dio ci ha detto nella prima lettura attraverso le parole del profeta Osea: “Io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”. Potremmo domandarci: che cosa significa essere condotti nel deserto? Il deserto rappresenta la privazione di tutto e potrebbe sembrare un luogo inospitale e di solitudine. Però, dice Dio, “parlerò al suo cuore”. Quindi non è un luogo di solitudine ed è qui che si spiega la profondità della vita di Chiara: perché la sua scelta non è stata quella della solitudine, ma di amore. E perché nel deserto? Perché le cose più importanti non si dicono nel baccano o nel chiasso: quando abbiamo qualcosa di importante da dire a una persona desideriamo incontrarci a tu per tu, quando dobbiamo comunicare i sentimenti più profondi, preferiamo ritirarci in disparte a tu per tu. E in questo deserto è possibile ascoltare quella voce che le tante voci e le tante chiacchiere non permettono di ascoltare». 

L’amore – ha proseguito il Vescovo Carlo – è la chiave per comprendere la scelta di tutte coloro che nel corso dei secoli hanno seguito l’esempio di Chiara: «Una scelta d’amore, perché solo così si spiega la vita consacrata, altrimenti è un disastro umano e giustamente non ha senso se non si capisce che è mosso da una scelta d’amore e quando si spegne l’amore questa scelta non è più possibile viverla, diventa una vita acida e di altra natura. Non è stato così per Chiara, certamente! Non è stato così per la schiera innumerevole di sorella che l’hanno seguita!».

La scelta di Chiara e delle sue figlie spirituali è difficile da comprendere se si è in preda degli schemi consumistici, oggi tanto in voca. Infatti il Vescovo Carlo ha affermati: «Oggi facciamo fatica a capire questo, perché siamo inondati dal “Bisogna produrre”, “Bisogna consumare” e questo è considerato il senso della vita: consumare di più, per produrre di più, produrre di più per consumare di più e siamo tentati di ridurre tutto l’umano a questo. Chiara ci aiuta a capire che non è questo il senso più profondo della vita». 

Per Mons. Bresciani, sull’esempio di Chiara, dobbiamo tenere il cuore aperto all’altro: «Dio ci parla così: soltanto quando lasciamo che qualcuno parli al nostro cuore la nostra vita ha senso. Quando il nostro cuore è troppo ristretto dall’ego e non c’è lo spazio per il “noi” o per un “tu”, allora non c’è spazio per Dio, anche se poi magari abbiamo la bocca piena di Dio, ma non c’è spazio per lui, perché Dio passa attraverso il fratello. Se Dio non passa attraverso il fratello, quel Dio che incontriamo non è il vero Dio».

Al termine della funzione, Suor Graziana, a nome di tutte le sorelle, ha ringraziato il Vescovo Carlo e tutti i presenti per la loro presenza e ha inviato tutti a osservare le norme anti-covid, affermando di essere dispiaciuta per non poter salutare di persona, come di solito avviene, tutti i convenuti.