Bielorussia: mons. Kondrusiewicz (Minsk), “si calmino le proteste”

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epa08594407 Opposition protesters run from tear gas after polling stations closed at the presidential elections in Minsk, Belarus, 09 August 2020. Five candidates are contesting for the presidential seat, including the incumbent president Lukashenko. EPA/TATYANA ZENKOVICH

“Siamo preoccupati e lo siamo da molto tempo. Da prima delle elezioni. Non sappiamo cosa potrà succedere domani. Per questo ho lanciato un appello al popolo cattolico di Bielorussia perché preghi la Madonna, Regina della pace. Anche ieri a messa abbiamo pregato perché si calmino la rabbia e le proteste. Ma lancio anche un appello al dialogo a tutte le parti coinvolte perché si possa insieme trovare una pacifica soluzione ai problemi. La violenza non è mai la via. Solo con il dialogo si costruisce il futuro”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Minsk e presidente dei vescovi bielorussi, lancia un duplice appello di pace all’indomani degli scontri che sono scoppiati in Bielorussia tra le forze dell’ordine e i manifestanti.

foto SIR/Marco Calvarese

La gente è scesa con rabbia per le strade dopo che sono stati diffusi gli exit poll, che indicano una vittoria schiacciante alle elezioni del presidente uscente Alexander Lukashenko. Secondo i dati preliminari resi pubblici dalla Commissione Elettorale Centrale, il presidente in carica Alexander Lukashenko ha vinto l’80,23% dei voti, Svetlana Tikhanovskaya ha ottenuto il 9,90%. Gli altri tre candidati hanno ottenuto meno del 2% dei voti. Ma l’opposizione contesta questi risultati e la squadra elettorale della candidata d’opposizione Svetlana Tikhanovskaya non riconosce i risultati. Il bilancio degli scontri avvenuti nella notte tra domenica e lunedì è ancora provvisorio. Diverse fonti parlano di un morto, dozzine di feriti e almeno 3.000 persone fermate. Il ministero dell’Interno bielorusso precisa che circa mille persone sono state fermate a Minsk e in oltre 30 altre città della Bielorussia. Secondo il ministero, oltre 50 civili e 39 agenti sono rimasti feriti negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
“Dieci giorni fa – ricorda l’arcivescovo Kondrusiewicz – avevo rivolto al popolo bielorusso un appello prima delle elezioni chiedendo e auspicando un voto giusto e trasparente. Avevo chiesto anche agli elettori cattolici di studiare bene i programmi dei candidati. A questa tornata elettorale, si sono presentati candidati assolutamente nuovi e poco conosciuti. Per questo ho chiesto di fare attenzione ai programmi, soprattutto ai punti relativi alla famiglia e alla indissolubilità del matrimonio, al valore e alla difesa della vita e ai problemi sociali e di giustizia”. Ieri però le persone hanno messo in discussione i risultati degli exit pool, sono scese per strada per manifestare e sono scoppiati gli scontri. “La situazione è grave e complicata”, dice al telefono l’arcivescovo cattolico di Minsk. “Tra l’altro siamo anche ciechi. Da due giorni Internet non funziona. Anche il nostro sito web catholic.by non si apre dappertutto. Io ci sono riuscito oggi ma la linea è debole. Ma non solo noi abbiamo problemi di connessione. Tutti i principali portali sono inaccessibili per cui sappiamo veramente molto poco di quello che sta succedendo”. Alle Chiese europee l’arcivescovo di Minsk chiede di pregare “perché il Paese ritrovi la via della pace e del dialogo”.

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