Coronavirus, don Cappelletti :“in Amazzonia ha causato 35mila morti. La gente ha bisogno di tutto e fa affidamento su di noi”

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amaIn Brasile a favorire il contagio da coronavirus “sono anche la debolezza del sistema sanitario e le condizioni di povertà della maggior parte della gente. Igiene, alimentazione, condizione abitativa sono ovviamente fattori determinanti. Le città più colpite sono San Paolo, Rio de Janeiro e Manaus, capitale dello Stato dell’Amazonas”.

A scattare la fotografia dell’emergenza Covid-19 in Brasile e Amazzonia è il salesiano don Roberto Cappelletti. Nel numero di luglio di “Terre lontane”, il salesiano spiega che il virus è penetrato ovunque, anche per i viaggiatori provenienti da Europa e Asia, ed è arrivato fino a Iauareté. “Non secondario in proposito – annota – l’arrivo di medici e di infermieri mandati a soccorrere la popolazione”, i quali però, contagiati nelle loro città di provenienza, senza saperlo e volendo fare il bene, “hanno portato il virus nella foresta. Nell’intera Amazzonia brasiliana i deceduti sono circa 35mila, dei quali 15mila nell’area interna alla foresta. Molti indigeni stanno facendo uso di medicinali tradizionali che vengono dalla natura: usano alcuni tipi di alberi, la corteccia di altri, delle piante”.
Don Cappelletti racconta anche che un salesiano indigeno di etnia tuyuca, padre Giustino dell’ispettoria di Manaus, che è stato presente al Sinodo sull’Amazzonia, ha messo a disposizione diverse ricette di medicine tradizionali indigene legate alla cultura millenaria, che di fronte al Covid-19 funzionano se assunte ai primi sintomi. Nei casi più gravi non sono più sufficienti.
A São Gabriel da Cachoeira insieme al vescovo e alla diocesi, in cui operano 30 sacerdoti (dei quali 20 salesiani), “ci siamo messi subito a disposizione per aiutare in qualsiasi modo possibile durante questa emergenza – racconta -. Moltissime famiglie praticamente restano senza cibo, senza soldi perché la maggior parte delle persone lavora per strada vendendo farina, pesce, frutta; nei periodi di lockdown non possono uscire e quindi non hanno nessun introito”. I cattolici fanno affidamento sulla fede e sulla presenza dei salesiani e delle salesiane. “In questo momento – dicono – non ci avete abbandonati, siete con noi, siete dalla nostra parte”.

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