Demografia: Istat, saldo migratorio si riduce a 152mila unità

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Il saldo migratorio tra Italia ed estero si è ridotto a 152mila unità nel 2019. In particolare, le iscrizioni dall’estero nel 2019 ammontano a 333.799, solamente lo 0,4% in più rispetto al 2018. Aumenta invece il numero delle persone che si trasferiscono all’estero: nel 2019 i cancellati per l’estero sono stati 182.154, il 16,1% in più rispetto all’anno precedente. È quanto certifica oggi l’Istat, diffondendo i dati del “Bilancio demografico nazionale”.
Stando ai dati diffusi, gli iscritti in anagrafe provenienti da un Paese estero sono soprattutto cittadini stranieri (78,2%); aumenta, tuttavia, il numero di italiani che rientra dopo un periodo di emigrazione all’estero (sono 73mila nel 2019, 26mila unità in più rispetto al 2018).
Le persone che nel 2019 hanno lasciato il nostro Paese per trasferirsi all’estero sono aumentati di 25mila unità rispetto al 2018. Tra questi, la componente dovuta ai cittadini stranieri è cresciuta del 39,2% rispetto all’anno precedente e ammonta a 56mila cancellazioni. Prosegue, inoltre, l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani: si sono trasferiti all’estero in 126mila con un incremento dell’8,1% rispetto al 2018.
Dopo la flessione registrata nel biennio precedente, nel 2019 aumentano i cittadini divenuti italiani per acquisizione della cittadinanza: se ne contano 127mila, 24 ogni mille stranieri, il 13% in più rispetto al 2018.
L’Italia si conferma un Paese multietnico: al 31 dicembre 2019 si contano 194 differenti cittadinanze, quasi 50 con almeno 10mila residenti. La graduatoria delle prime cinque cittadinanze resta stabile nel tempo, con le cittadinanze romena (1 milione 208mila), albanese (441mila), marocchina (432mila), cinese (305mila) e ucraina (240mila) a rappresentare da sole quasi il 50% del totale degli stranieri residenti.
Per quanto riguarda i trasferimenti di residenza interni, nel 2019 hanno coinvolto più di 1 milione e 468mila persone. Secondo un modello ormai consolidato, gli spostamenti di popolazione avvengono prevalentemente dalle regioni del Mezzogiorno verso quelle del Nord e del Centro.

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