VIDEO San Benedetto, Don Aldo Buonaiuto: chi va con le prostitute è complice degli sfruttatori

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DIOCESI – Martedì 30 giugno sulla piattaforma Zoom, per iniziativa dell’Assessorato alle Pari Opportunità e dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (Ucid), è stato presentato il libro Donne Crocifisse di Don Aldo Buonaiuto, sacerdote diocesano dal 1998, filosofo, teologo specializzato in antropologia teologica ed esorcista. Il volume, una sorta di aanalogia fra il Calvario di Cristo e quello vissuto da tante vittime della tratta, è arricchito dalla prefazione di Papa Francesco.

L’incontro è stato inteodotto dalll’Assessore alle Pari Opportunità Antonella Baiocchi. Il nostro Vescovo Carlo Bresciani è intervenuto sottolineando l’importanza delle attività dell’Ucid che, alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, vuole fare impresa non solo al fine del guadagno, ma pone al centro i valori della persona e della società e dunque la promozione del bene comune e della coesione sociale. In merito al tema dell’incontro il vescovo Carlo ha messo in evidenza come della donna si debba parlare non in opposizione all’uomo, ma a partire dalla insuperabile relazione uomo-donna che non può mai essere impostata sulla sopraffazione di una parte.

Ha preso poi la parola l’ex Sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli il quale, partendo dalla riflessione fatta dal Vescovo Carlo, ha affermato che scopo dell’Ucid è la promozione integrale della persona umana, tanto nella sua dimensione spituale, quanto in quella materiale, economica e sociale, secondo una visione interclassista.

Attesissimo l’intervento dell’autore che ha esordito con un ricordo legato all’incontro fra Papa Francesco e alcune ex vittime della tratta: «Papa Francesco nel 2015 venne a sorpresa in una nostra casa nella periferia di Roma. Ero l’unico a sapere di questa visita e avevo detto alle ragazze che sono in programma di protezione che si dovevano preparare perché stava arrivando un cantante famoso. Questa è stata la scusa perché tutte si potessero preparare ad accogliere questa star che si rivelò poi essere Papa Francesco! Queste 25 ragazze, giovanissime, accolsero il Papa che si mise ad ascoltare le loro storie. Noi pensavamo che sarebbero bastate due o tre testimonianze, invece il Papa volle ascoltare ogni singola ragazza e così il tempo si dilatò moltissimo. Il Papa si fece partecipe del dolore di queste donne che recavano sul loro corpo i segni delle torture subite, le ferite, le orecchie tagliate e le bruciature. Alla fine di questo incontro il Papa disse di sentire il bisogno di chiedere perdono a nome di tutti coloro che, pur dicendosi cristiani, andavano sulle strade d’Italia e del mondo a comprare il corpo di queste ragazze».

Il sacerdote ha anche indicato la strada per contrastare il fenomeno della prostituzione: «Don Oreste Benzi, il fondatore della comunità alla quale appartengo, ha fatto appello perché l’Italia possa adottare il modello nordico che consiste nel colpire la domanda. È la regola più elementare di qualsiasi mercato: se c’è una grande offerta è perché c’è un’immensa domanda. Dunque più si colpisce la domanda, più si fermano coloro che erroneamente si fanno chiamare clienti, pensando di avere il diritto di comprare il corpo di donne che spesso hanno l’età delle loro figlie o nipoti. La parola cliente è nobile perché permette la crescita di un mercato giusto, buono e vero. Al contrario queste persone che vanno a comprare il corpo delle ragazze stanno favorendo la riduzione in stato di schiavitù, la tortura, la tratta e l’asservimento di una persona, rendendosi correi di questa schiavitù».

Don Aldo ha inoltre messo in evidenza quali siano i miti da sfatare attorno a questo mondo: «Stiamo parlando di ragazze che sono state ingannate, rapite e illuse con promesse che si rivelano farlocche. Infatti alla fine sono state portate sulle strade e nei locali per essere vendute come merce per soddisfare i bisogni perversi di milioni di uomini. Non abbiamo mi sentito una donna dire di essere arrivata a cuor leggero in Italia desiderando di prostituirsi. Dico questo perché c’è chi, lavandosi le mani di tutta la questione, diffonde un messaggio falso, ipocrita, menzognero e insopportabile e cioè che ci sono delle donne che vanno sulla strada perché desiderano avere tanti rapporti, quando la verità è completamente opposta. Ci sono persone perverse che ogni giorno vanno a cercare di comprare qualcuno per fare sesso come un atto meccanico. Le relazioni intime non si possono acquistare e dobbiamo ripeterlo ai nostri giovani: le relazioni più importanti non si comprano, forse si possono conquistare, ma non acquistare. Per tale motivo continuiamo a sforzarci di proporre il modello nordico in un’Italia nella quale abbondano proposte per la riapertura dei bordelli, perché come al solito qualcuno ci deve guadagnare sfruttando i deboli, gli oppressi, gli schiavi e le persone più inerme. Questo è davvero un sistema squallido».

Un libro audace, coraggioso e di denuncia che merita sicuramente di essere letto con attenzione, anche per una maggiore sensibilizzazione su un tema controverso e scomodo.

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