Colonnella: Messe ed attività in ripresa; Don Dino: “Non lasciamoci prendere dalla paura!”

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COLONNELLA – Emergenza Coronavirus terminata? Difficile rispondere a questa domanda! Per alcuni sembrerebbe proprio di si, a giudicare dai comportamenti sciolti e disinvolti. Per altri invece resta ancora una discreta paura: le limitazioni proseguono e le uscite sono ancora molto sporadiche. Colonnella non fa eccezione. Alcuni fedeli, soprattutto le giovani famiglie con bambini in età scolare, sono ancora timorosi e non hanno ripreso con regolarità la partecipazione alla Messa domenicale. Al contrario, molti fedeli sono stati galvanizzati da questa situazione d’emergenza: preso atto della gravità della questione, molti hanno pregato con maggiore assiduità ed hanno manifestato uno zelo più fervente del solito anche durante la fase 1 dell’emergenza.

Nel periodo pasquale, non potendo passare nelle case per la consueta benedizione annuale, ma volendo comunque essere vicino alle famiglie, il parroco, don Dino Straccia, ha pensato di far recapitare in ogni casa le palme benedette: alcuni fedeli hanno donato i rami di ulivo, una catechista ha donato alla parrocchia la stampa dei biglietti che hanno accompagnato le palmette, la Confraternita Maria Santissima del Suffragio si è occupata del loro confezionamento ed alcuni volontari della Protezione Civile hanno provveduto alla loro distribuzione.

Con l’inizio della fase 2 del coronavirus, si è registrata per molti una grande voglia di tornare a pregare insieme. Alcuni fedeli, in particolare, si sono molto prodigati per rinnovare gli ambienti parrocchiali. Nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, ad esempio, un pensionato della parrocchia ha provveduto a ripulire e lucidare tutti i banchi e le pareti in marmo; un altro fedele, che nella vita ha un’impresa di impianti elettrici, ha prestato l’opera e le maestranze per sostituire le vecchie lampade e rinnovare ed ampliare l’impianto di illuminazione della Chiesa; un altro parrocchiano, che ha una falegnameria, ha realizzato e donato alla parrocchia due nuove pedane per l’altare; infine due signore, abili ricamatrici e pittrici, hanno realizzato una nuova tovaglia di lino, dipinta a mano ed impreziosita ai bordi da una decorazione all’unicinetto, per rendere la mensa dell’altare ancora più bella ed accogliente.

Anche nella Parrocchia di San Cipriano è stata grande la cura per la riapertura della Chiesa. Alcuni parrocchiani hanno donato il loro tempo per sostituire i banchi che c’erano con delle nuove sedie, così da rendere maggiore il numero dei fedeli che possono assistere alla Messa e così da rendere più semplici e rapide le operazioni di sanificazione al termine di ogni cerimonia liturgica. Notevole anche l’impegno di alcune signore della parrocchia che ogni domenica preparano l’addobbo della Chiesa con fiori freschi, sempre nuovi e disposti in maniera diversa, così da rendere l’altare sempre accogliente e sorprendente. Degni di particolare nota gli ornamenti delle ultime settimane: oltre a dei meravigliosi anthurium rossi e bianchi, ai piedi dell’altare è stata appoggiata una gigantografia del Signore, del suo cuore eucaristico, circondato da una schiera di angeli, un’opera gentilmente donata da una catechista della parrocchia. L’immagine, che racchiude il senso del mistero eucaristico, è stata realizzata appositamente per celebrare la festività del Corpus Domini, la solennità del Sacro Cuore di Gesù e la Giornata per la Santificazione del Clero.

Positivo quindi il bilancio del parroco, don Dino Straccia, il quale ha visto anche nelle difficoltà legate al coronovirus un’opportunità per ripensare al nostro rapporto con la spiritualità e quindi con Dio: l’emergenza ha imposto alcuni cambiamenti che possono essere utili anche ora, ad emergenza conclusa. Ad esempio, ha deciso di continuare a trasmettere in diretta Facebook la Messa delle 11:15 della Domenica. L’esperienza, resasi necessaria durante i mesi dell’isolamento della Fase 1 del Coronavirus, è partita grazie alla disponibilità di alcuni volontari e si è rivelata un’occasione utile e molto positiva anche per molti anziani e malati che, per motivi di salute, erano impossibilitati a partecipare alla funzione domenicale, mentre in questo modo possono essere raggiunte dalla Parola di Dio e possono pregare in comunione spirituale con il resto della comunità.

Tutte queste opere, rese dai parrocchiani alla comunità, sono gesti piccoli che però richiedono tempo, abilità e generosità: sono quindi segno di una rinnovata solerzia che scaturisce dalla voglia di ricominciare, di tornare a fare le cose come prima, anzi forse più di prima. Solo l’incontro con Gesù Eucarestia dona a noi questa fervore e questa carica per affrontare il mondo e le sue difficoltà. Come ha ben detto recentemente il parroco durante un’omelia, è importante non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento e dal timore di non farcela. Il contrario dell’amore, infatti, non è l’odio, bensì la paura: la paura ci rende schiavi, non ci fa sentire liberi, ci immobilizza e non ci lascia vivere. Al contrario, come ha dichiarato papa Francesco durante la solennità del Corpus Domini, l’Eucaristia, che è amore, guarisce la memoria ed accende il desiderio del servizio. Il pontefice ha ricordato il senso profondo delle parole di Gesù “Fate questo in memoria di me”, un’espressione che coinvolge insieme passato, presente e futuro. L’Eucarestia è prima di tutto il ricordo di qualcosa che è accaduto, una parte del passato che va trasmessa di generazione in generazione. Ma non è solo questo, cioè un fatto avvenuto molto tempo fa che non ci tocca; al contrario, è una memoria che sana le nostre malattie, le nostre delusioni e la nostra negatività. Quel verbo fate ci rimanda al presente, è un’esortazione per tutti noi, ci dice che il Signore è vivo, è in mezzo a noi e con l’Eucarestia la sua Pasqua rivive per noi. In questo senso l’Eucaristia ci proietta anche verso il futuro: liberandoci dalle ferite, “spegne in noi la fame di cose e accende il desiderio di servire”, rendendoci portatori di gioia nel mondo.

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