Colonnella: i tanti volti della carità ai tempi del coronavirus

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COLONNELLA – Ci siamo ormai lasciati alle spalle la Fase 1 dell’emergenza Coronavirus e da circa quattro settimane stiamo vivendo la Fase 2. In questi lunghi mesi siamo stati costretti a rallentare i ritmi frenetici ed ormai abituali della nostra quotidianità e abbiamo avuto la sensazione che la vita per un po’ si sia sospesa. Il tempo stesso sembra essersi sospeso, per qualcuno addirittura fermato, per altri invece si è allungato. Ognuno di noi ha vissuto una percezione temporale diversa, un po’ come in un quadro surrealista di Salvador Dalì, dove gli orologi sono molli e segnano ore diverse l’uno dall’altro. Eppure c’è una cosa che mai si è arrestata: la voglia di aiutare il prossimo, il vicino di casa, l’amico in difficoltà, il parente malato, chiunque abbia avuto bisogno di un piccolo grande aiuto. Paradossalmente l’essere obbligati a vivere isolati e ad agire distanziati ci ha permesso di accorciare le distanze. Piuttosto che social siamo divenuti sociali nel significato etimologico del termine, cioè tendenti alla società, aperti alla vita comunitaria, solidali verso tutti, operatori di quella Carità che per noi cristiani è la virtù teologale per la quale amiamo il prossimo come noi stessi, per amore di Dio.

Nel suo piccolo, anche la comunità colonnellese si è resa protagonista di molti atti di generosità. Il primo gesto, utilissimo e molto gradito a tutta la cittadinanza, è stato dell’imprenditore Riccardo Colonnelli, titolare dell’omonima azienda di pelletteria Colonnelli 2.0, che ha donato al Comune 5.000 mascherine in cotone, quindi lavabili e riutilizzabili. “Già a fine Febbraio – ci racconta Colonnelli – nella nostra azienda avevamo adottato sistemi di sicurezza per i dipendenti e tra questi c’erano le mascherine, difficili da reperire sul mercato. Da lì, insieme ai miei tecnici, abbiamo immaginato di produrli in economia ed è partita così la produzione che abbiamo avviato da subito. Strada facendo, ho sentito il bisogno di donare al mio Comune questi dispositivi di protezione, perché erano tante le lamentele e le richieste che sentivo. Ovviamente è stato un pensiero condiviso con tutta l’azienda che si è adoperata per questo scopo. Da questa piccola esperienza ci siamo specializzati e tra qualche giorno partirà il nostro laboratorio di mascherine chirurgiche, quindi di dispositivi medici a tutti gli effetti, come da certificazione ottenuta. Insomma il nostro saper fare è stato messo a disposizione delle esigenze del momento.”

Anche Daniele Di Giuseppe, titolare della fattoria L’Arca, ha deciso di contribuire concretamente ad aiutare le famiglie più bisognose, donando al Comune di Colonnella 500 euro di formaggi da distribuire a chi più ne avesse necessità. “In un momento di difficoltà generalizzata – afferma Di Giuseppe – abbiamo deciso di fare una donazione, pensando a quelle persone che sono state duramente colpite dall’emergenza. Un piccolo gesto reso possibile anche grazie ai nostri affezionati clienti che, ordinando i nostri prodotti, ci hanno permesso di continuare a lavorare, anche se con regime ridotto, mettendoci in condizione di far fronte alle spese della fattoria e dell’allevamento.”

Particolarmente impegnate sono state anche le due Associazioni di Protezione Civile presenti sul territorio che hanno provveduto a svolgere concretamente nel paese i servizi del Pronto Farmaco e del Pronto Spesa: durante i lunghi giorni di isolamento forzato tutte le persone sole o malate hanno potuto ricevere a casa i farmaci ed i viveri di prima necessità, grazie all’impegno di molti volontari colonnellesi. Libero Frattaruolo, Presidente della locale sezione di Protezione Civile, afferma: “Ringrazio tutti i collaboratori e i volontari che hanno dato la loro disponibilità gratuitamente e si sono messi al servizio del Comune di Colonnella e quindi dei cittadini. In particolare voglio ringraziare Teresa Tommarelli, infermiera volontaria del corpo militare della Croce Rossa Italiana, e Ottavio Stacchiotti, titolare di un’officina meccanica che ci ha donato un’automobile usata ma rimessa a nuovo, offrendo la sanificazione e la manutenzione della vettura anche per i prossimi mesi.”

Angelo Di Pizio, Presidente di “Amici del Cuore“, ci racconta: “La nostra associazione è nata solo nel 2018 grazie a persone volenterose, con l’intento di contribuire a migliorare il tessuto sociale del nostro paese. In pochi mesi siamo arrivati, grazie alla passione, alla volontà e allo spirito di sacrificio dei nostri volontari, ad effettuare il trasporto di malati ed infermi. Oggi, oltre ad un’ambulanza e tre defibrillatori, siamo riusciti ad acquistare una piccola autovettura che, in questo periodo di profonda emergenza, ha consentito a tutti noi di svolgere concretamente nel nostro paese le attività di Protezione Civile del Pronto Farmaco e del Pronto Spesa. Voglio prima di tutto ringraziare pubblicamente tutti i volontari che ogni giorno hanno offerto il loro tempo ed il loro contributo per aiutare chi è più bisognoso. Poi voglio inviare un ringraziamento grandissimo anche ai cittadini e agli imprenditori che, osservando il nostro operato, con spontaneità e generosità, ci hanno sostenuto in questo cammino: grazie alle generose donazioni di aziende locali, attività commerciali e singoli cittadini siamo riusciti ad acquistare un’automobile e a proseguire il nostro cammino, un cammino iniziato con le nostre forze e proseguito fino ad ora senza l’aiuto di enti o sovvenzioni. Questi Colonnellesi, che non vogliono essere citati, hanno tutta la nostra stima e la nostra gratitudine. Tra i tanti che ci hanno sostenuto mi ha particolarmente colpito un’insegnante che durante la pandemia ci ha contattato per donare qualche provvista di cibo da far recapitare ad alcuni alunni bisognosi, un gesto di grande affetto e sensibilità.”

Tra le associazioni che hanno avuto molto da fare durante questo lungo periodo di blocco delle attività c’è sicuramente la Caritas parrocchiale che ha visto il proprio lavoro raddoppiato rispetto al solito. Peppino Di Quirico, segretario dell’associazione, dichiara: “Poiché molti sono stati costretti a restare a casa senza lavorare, numerose famiglie si sono trovate all’improvviso senza entrate per poter soddisfare i bisogni primari. Per questo motivo, oltre al vestiario che distribuiamo secondo le necessità, abbiamo dovuto aumentare anche il numero dei pacchi di viveri da donare. Grazie al contributo del Comune di Colonnella e alle donazioni ricevute, siamo riusciti ad accontentare tutte le persone in difficoltà. In particolare voglio ringraziare i direttori dei centri commerciali che hanno donato buoni e pacchi, ma anche e soprattutto i Colonnellesi che generosamente hanno dato quello che hanno potuto: la condivisione è la prima opera di carità.”

Anche nella Fase 2 dell’emergenza Coronavirus la generosità dei Colonnellesi ha continuato ad operare. Un’iniziativa particolarmente gradita alle famiglie è stata quella di “Discover Val Vibrata”, un’associazione per la promozione del territorio vibratiano che ha attivato una raccolta fondi presso alcuni imprenditori locali per acquistare mascherine e gel disinfettanti per tutti i bambini colonnellesi in età scolare, quindi dai 3 ai 14 anni. Fausto Di Quirico, uno dei soci, afferma: “La nostra avventura è partita da poche settimane, ma ha già avuto un ottimo riscontro mediatico sul territorio e questo ci fornisce la giusta motivazione per continuare nel nostro progetto di scoperta dei nostri 12 Comuni della Val Vibrata, ricchi di storia, eccellenze e paesaggi mozzafiato, appesi tra collina e mare, che meritano di essere valorizzati con una specifica azione di comunicazione rivolta agli utenti italiani ed esteri. L’iniziativa che abbiamo promosso non rientrava nei nostri progetti, ma, vista la situazione che abbiamo vissuto per circa tre mesi, ci siamo resi conto di quanto fosse grande la voglia dei piccoli di uscire e tornare a passeggiare: abbiamo quindi voluto sfruttare le nostre idee e conoscenze a servizio di quella parte della comunità colonnellese che è più fragile e trascurata, ma che ha forse sopportato il peso più grande durante la pandemia. Per questo motivo voglio ringraziare mia moglie ed i miei amici per aver reso possibile un simile progetto.”

Tre gli imprenditori che hanno aderito all’iniziativa. Alessandro Libetti, titolare dell’azienda Belltron che produce apparecchiature elettroniche per chiese, dichiara: “Ho accettato senza minima esitazione la proposta di partecipare alla raccolta fondi per l’acquisto di materiale per la protezione di tutti i bambini di Colonnella: i bambini, infatti, sono il nostro futuro e noi adulti dobbiamo essere responsabili della loro salute e della loro sicurezza.”

Anche Marco Marchionni, titolare dell’azienda Mcm Refrigerazione, afferma: “Vivo a Colonnella da 12 anni e sono orgoglioso del mio splendido paese. Per me è stato un onore poter contribuire a questa iniziativa e fare qualcosa per i miei compaesani, nello specifico per i bambini che hanno affrontato con molta forza e spirito di sacrificio questo difficile periodo.”

Simone Di Biase, titolare dell’omonima azienda Di Biase Autotrasporti, racconta: “Lo abbiamo fatto perché ci piace aiutare gli altri e i bambini vengono prima di tutto e tutti.”

Anche la corale parrocchiale della Chiesa di San Cipriano si è resa protagonista di un bel gesto. Pina Olivieri, a nome di tutti i cantori, dichiara: “Noi coristi abbiamo passato mesi di rammarico, tristezza e grande nostalgia per non aver potuto seguire la Santa Messa dal vivo e non aver potuto svolgere il servizio di animazione liturgica. Ad aggravare questo malessere ha contribuito la notizia del decesso di Don Marino, fondatore della nostra e di tante altre corali. Nonostante l’inevitabile avvilimento, non sono venuti meno e mai accadrà il rispetto e l’affetto nei confronti di don Dino e della comunità parrocchiale; anzi è cresciuta la voglia di stare insieme. Per dimostrare la nostra vicinanza, anche se non fisica, abbiamo acquistato un oggetto di pubblica utilità, un rilevatore di temperatura, da usare sui fedeli che si recano in Chiesa.”

Oltre a questi gesti di solidarietà vera, concreta e tangibile, ce ne sono stati altri, bellissimi e ripetuti nel tempo, che hanno permesso a molte persone di non cadere nella disperazione e di andare avanti con fiducia e speranza. Molti sono i Colonnellesi che si sono presi cura degli altri, di un amico, di un vicino o di un semplice conoscente. Alcuni hanno raccolto denaro, cibo ed altri beni di prima necessità per i poveri; altri hanno pagato le ricariche telefoniche ai ragazzi per permettere il collegamento internet per la didattica a distanza; altri ancora hanno donato vestiti e medicinali; altri infine hanno accompagnato in ospedale persone che dovevano effettuare visite mediche o cure specifiche.

Sebbene sia stata da molti punti di vista un’esperienza devastante, il Coronavirus è servito anche a qualcosa: ci ha insegnato che il prossimo da aiutare è dietro l’angolo e che nessuno è tanto povero da non poter dare un piccolo aiuto ad un altro. Che si tratti di un po’ di cibo, di un vestito, di una mascherina, di un medicinale, o semplicemente di una parola di conforto, una spalla su cui piangere o un sorriso, tutti – se vogliamo – abbiamo qualcosa da donare.

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1 commento

  • peppino di quirico     12 giugno 2020 alle 20:05     Permalink

    Un grande ringraziamento va a Eugenio Volponi, che ha pensato a darci il pane vero, facendoci assistere alle celebrazioni religiose. <3 <3 <3

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