Cupra Marittima, Antonio De Signoribus: «Nelle fiabe e nella fantasia, ho trovato il mio rifugio dal Coronavirus»

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Il filosofo Antonio De Signoribus

CUPRA MARITTIMA – «Durante il periodo durissimo del Coronavirus mi sono inoltrato ancora di più negli studi filosofici, che  indicano sempre una strada. Ma di questo vi parlerò un’altra volta…Adesso vi voglio parlare, invece, della fantasia. Perché la fantasia produce miracoli, specialmente in momenti particolari come quelli che abbiamo vissuto tutti, con l’ansia nel cuore». Sono parole di Antonio De Signoribus: scrittore, filosofo,  uno dei massimi e appassionati  studiosi nazionali  di Cultura orale.

«Per questo ho scritto e pubblicato sette nuove fiabe, perché le fiabe raccontano vicende particolari, perché i personaggi  passano attraverso ostacoli, avversità, fallimenti, pericoli, intralci, ma il gioco narrativo non genera ansia, perché il lieto fine è sempre assicurato – prosegue De Signoribus -. La fiaba svolge, infatti,  in modo indiretto e simbolico, una funzione di incoraggiamento alla vita; comunica quella sicurezza di fondo che è indispensabile per andare incontro alla vita senza esserne sopraffatti, nonostante tutto. Ecco perché le ho scritte, mentre imperversava il virus. Ecco perché mi sono fermato alla settima fiaba, perché il numero sette è un numero magico, religioso, che rappresenta il trionfo della spiritualità sulla materia».

Antonio De Signoribus non è certo nuovo a produzioni “fiabesche”. Ha infatti già scritto ben cinque libri su questo appassionante filone. Ultimo, in ordine di tempo “L’uovo di cavalla”: antologia della casa editrice Zefiro, che si compone di ben 65 racconti, con un sottotitolo altrettanto intrigante: Fiabe, leggende e storie bizzarre raccolte e riscritte. Un viaggio nella cultura popolare delle aree contadine del Centro Italia, una esplorazione nel tempo e nello spazio di quel che la tradizione orale ci ha tramandato relativamente a credenze e paure, sortilegi ed imbrogli, ma anche a incantamento, stupore, meraviglia e magia.

Nell’introduzione al testo Allì Caracciolo (Università di Macerata) studiosa di storia del teatro e dello spettacolo parla di «scrittura affabulante» a proposito dello stile di De Signoribus che, a suo dire, «istituisce una grammatica della riscrittura pienamente coerente, per aspetti formali, lingua, lessico, sintassi, con la narrazione orale e con gli antichi documenti scritti, ma proiettata in direzione della modernità».

Il libro si articola in 7 capitoli, ed i protagonisti di queste storie sono uomini e donne alternativamente fortunati o sfortunati, animali e spiriti irrequieti, streghe e giganti, tutto quel sottobosco di creature che subiscono la magia, o che riescono ad interpretarla in situazioni a volte drammatiche, altre volte ironiche e persino comiche.

«Non bisogna temere le fiabe popolari, come pensano certi genitori, anzi bisogna tornare a leggerle sempre più intensamente, magari bambini e adulti insieme» perché «fanno bene all’anima», scrive De Signoribus, e non a caso la citazione riportata all’inizio del libro recita: “Se volete che vostro figlio sia intelligente raccontategli delle fiabe; se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di più”. E se a dirlo è Albert Einstein c’è da credergli.

Il libro (200 pagine al prezzo di 12 euro), impreziosito da sette riproduzioni di incisioni antiche che segnano l’inizio dei diversi capitoli, è disponibile sulle piattaforme online ed in alcune librerie. Può essere richiesto via mail (info@ventodizefiro.it) direttamente alla casa editrice Zefiro.

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