Effetto Coronavirus sulle scuole di danza: l’insegnante Cristina Orsini fa il punto della situazione, nel segno dell’incertezza

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La direttrice di DanzArte Academy, Cristina Orsini

GROTTAMMARE – «La situazione è ancora incerta, probabilmente lavoreremo di più e guadagneremo di meno». Con questo paradosso, la scuola di danza DanzArte Academy di via Gian Lorenzo Bernini si prepara all’appuntamento con la riapertura, dopo il lungo periodo di stop forzato, causato dall’Emergenza-Coronavirus. La ripartenza prevista nella prima metà di giugno. La direttrice Cristina Orsini – con le sue collaboratrici Chiara Capriotti e Manuela Caporaletti – è pronta per tornare in pista. La voglia di rivedere di persona i tanti clienti è forte e aiuta a superare le avversità.

«Il nostro lavoro non sarà più come prima – ci spiega Cristina Orsini -. Con il distanziamento sociale, le aule potranno ospitare lezioni con meno della metà delle frequenze abituali. Per questo dovremo aumentare i turni, ma la situazione è ancora incerta. Tutto dipenderà da quante persone ritorneranno in questo periodo, considerando che poi, a luglio, la scuola chiuderà per la pausa estiva. Molti preferiranno tornare direttamente dopo l’estate. Nel frattempo noi rischiamo di lavorare di più, con meno introiti. Ma è comunque importante riprende, anche per tornare a guadagnare, visto che è da febbraio che siamo fermi. E c’è anche tutto l’aspetto delle sanificazioni da seguire. Le lezioni non potranno più essere fatte a ciclo continuo, una dietro l’altra. Alla fine di ogni lezione, si dovrà pulire attentamente ogni cose, in particolare la sbarra».

Cristina è fondatrice della DanzArte Academy (associazione sportiva dilettantistica affiliata allo C.S.E.N. – centro sportivo educativo nazionale riconosciuto dal Coni), vanta una solida formazione nell’ambito della Danza classica, moderna, contemporanea, ed ha avuto modo di specializzarsi anche in Fitness e Pilates.

Tutte queste discipline, insieme ad Hip-hop e video-dance, si riversano nella scuola di danza grottammarese che si rivolge principalmente a un pubblico compreso tra i 3 anni agli adulti. Tutte queste persone, nei lunghi mesi di serrata-generale sono dovuti rimanere senza la propria passione per la danza.

Com’è stata colmata questa carenza?  «Non abbiamo fatto lezioni on-line – chiarisce la Orsini -. La danza non è una normale materia scolastica e non si può fare da dietro ad uno schermo. Ma, comunque, abbiamo trovato un modo simpatico per continuare a sentirci una comunità, anche se eravamo tutti fisicamente lontani. Chi voleva, poteva riprendersi mentre si allenava in solitario a casa, o mentre ripassava esercizi già provati a scuola. I video venivano poi messi sulla nostrw pagina Facebook ed Instagram.  Inoltre, tramite i gruppi di WhatsApp, io ero sempre in contatto con tutti, anche con le famiglie dei più piccoli. In questo modo, abbiamo superato le difficili settimane di isolamento domestico».

Un isolamento particolarmente duro per le scuole di danza che si sono sentite messe in secondo piano dal Governo. «Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a ripartire – sottolinea l’insegnante -. Fino all’ultimo non ci è mai stata data un’indicazione chiara e, come attività, eravamo sospesi tra “sport” ed “arte”». Un limbo che ha generato tanta incertezza e che, per certi versi, non si è ancora chiarito del tutto.

La Orsini (come si vede nella foto) ha anche partecipato ad una campagna di sensibilizzazione per chiedere alla Regione Marche l’attivazione di un fondo specifico a sostegno delle scuole di danza. Un’iniziativa Social, che ha coinvolto le principali attività del territorio marchigiano ma che, finora, non ha sortito l’effetto desiderano.

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