Kurdistan, ancora contagi e luoghi di culto nuovamente chiusi

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È durata dieci giorni la libertà concessa ai cristiani del Kurdistan iracheno di professare la propria fede non più via web ma nelle chiese di nuovo aperte per le messe. È di ieri infatti l’annuncio da parte del ministero della Salute della regione autonoma del Kurdistan iracheno di due nuovi casi di malati da Coronavirus ad Erbil, un uomo di 50 anni ed una ragazza di 18, che ha spinto il governo ad imporre una nuova chiusura dei luoghi di culto di tutte le religioni nei governatorati di Erbil e Dohuk secondo quanto ha riferito oggi il sito Ankawa.com, ripreso da Baghdadhope. Secondo il ministero della Salute iracheno fino ad ora nel paese si sono registrati 4.848 casi di infezione da virus e 169 decessi, ma questa situazione potrebbe peggiorare a causa della mancanza di rispetto delle regole di sicurezza e di distanziamento sociale da parte dei cittadini.

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