Mons. Joseph Maria Abella nuovo vescovo di Fukuoka: “D’ora in poi cammineremo insieme”

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Massimo Succi

Tokyo – Mentre il Giappone tirava un sospiro di sollievo per l’annuncio della prossima revoca dello stato di emergenza in 39 delle 47 Prefetture, la sesta domenica di Pasqua offriva ulteriore motivo di gioia alla comunità cattolica della diocesi di Fukuoka dove nella omonima capitale, proprio alle 14.00 del 17 maggio, nella cattedrale di Daimyomachi intitolata a Nostra Signora della Vittoria, con una liturgia eucaristica a numero chiuso a causa del nuovo corinavirus, si svolgeva la cerimonia di insediamento del nuovo vescovo, monsignor Joseph Maria Abella.
Papa Francesco ne aveva annunciato già la nomina il 14 aprile, ma a causa delle restrizioni imposte dal pericolo del Covid 19, solo dopo più di un mese il vescovo ha finalmente potuto raggiungere la sede episcopale.La diocesi di Fukuoka comprende, oltre alla prefettura di Fukuoka, quelle di Saga e Kumamoto nell’isola del Kyushu, nella parte a sud-ovest dell’arcipelago giapponese, con circa 30mila cattolici su una popolazione di 7.753.229 abitanti distribuiti in 55 parrocchie, su un territorio di 14.873 km2 ed è rimasta sede vacante dal 27 aprile 2019, dopo le dimissioni di mons. Ryoji Miyahara, e governata temporaneamente dall’Amministratore apostolico Hironobu Sugihara.
“Quando quasi tutte le attività della Chiesa erano sospese per cercare di prevenire la diffusione del nuovo coronavirus – racconta monsignor Abella in un messaggio inviato ai fedeli ad aprile – ho ricevuto una telefonata che mi ha sorpreso. Dall’altra parte c’era il Nunzio Apostolico in Giappone, mons. Joseph Chennoth, che mi annunciava la decisione del Santo Padre di inviarmi a Fukuoka come vescovo di quella diocesi. Vi lascio immaginare il mio stupore – aggiunge descrivendo la sua prima reazione all’annuncio –In ogni caso, poiché l’incarico veniva dal Santo Padre ed ero certo che fosse il frutto di un accurato processo di discernimento, la mia risposta è stata: Sì, accetto!”.
Padre Joseph Maria Abella Batlle, missionario clarettiano è nato il 3 novembre 1949 a Lleida, in Spagna, ha completato gli studi di filosofia e teologia presso la Facoltà di Teologia dei Gesuiti in Sant Cugat del Vallès (Barcellona) e dopo la professione perpetua emessa l’8 dicembre 1972, viene ordinato sacerdote il 12 luglio 1975. Dopo la sua ordinazione ha svolto
attività pastorale nelle diocesi giapponesi di Nagoya e di Osaka. Diversi gli incarichi ricoperti tra cui segnaliamo quelli di Provinciale dei Clarettiani, di direttore del Comitato Claretiano per l’evangelizzazione, e di Superiore Generale dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria per due mandati dal 2003 al 2015 e per il quale dovette trasferirsi a Roma. Tornato nella sua terra di missione ha risieduto presso la parrocchia di Imaichi, nell’arcidiocesi di Osaka della cui cattedrale è diventato parroco dal 2017. Il 2 giugno 2018 la nomina di Papa Francesco ed il 18 luglio la consacrazione a vescovo ausiliare di Osaka.
“Perché vengo inviato alla diocesi di Fukuoka? – si chiedeva e chiedeva monsignor Abella ai fedeli di Fukuoka nel suo messaggio – Questa è la domanda che mi sono posto e che probabilmente anche voi vi state ponendo. Alla fine ho deciso di prendere questo appuntamento come una chiamata del Signore”. Per adempiere al compito affidatogli il vescovo ha inoltre rivolto un appello ai fedeli, ai sacerdoti ed ai religiosi della comunità cattolica di cui è diventato Pastore: “Tuttavia,

d’ora in poi cammineremo insieme. Sì, voglio sottolineare la parola ‘insieme’.

Vi prego di aiutarmi a procedere con voi, mantenendo vivo il cammino della diocesi di Fukuoka con uno sguardo attento alla realtà attuale. Ho molte cose da imparare, quindi vi chiedo di accompagnarmi in questo percorso.” Continuando il suo messaggio ha spiegato inoltre come desidera portare avanti il suo mandato E quali speranze lo animano: “Camminando uniti sono certo che saremo in grado di gioire per il nostro stare insieme, di discernere quali siano i punti principali ai quali dare la priorità e come implementare la missione che ci è stata consegnata. Questo è ciò che spero dal profondo del mio cuore.Rispondendo alla grazia della visita del Santo Padre lo scorso novembre, cerchiamo di portare la luce del Vangelo nella attuale società giapponese”.Anche nella omelia della Messa di insediamento tenutasi il 17 maggio, il cui testo non è stato ancora pubblicato per intero, monsignor Abella ha ripreso questi temi ed ha affermato di voler vivere il suo Ministero con passione “verso Cristo e verso gli altri” e richiamando le parole del versetto della seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinti: “L’amore di Cristo ci spinge ” (2Cor. 5,14), le ha definite come sorgente del vivere cristiano e forza trainante della evangelizzazione,sollecitando tutta la comunità cattolica della diocesi a “puntare su una Chiesa piena di gioia capace di attrarre i lontani”.Il versetto di San Paolo è riportato anche sullo stemma scelto che contiene tre immagini delle quali lo stesso vescovo ha voluto dare la spiegazione: “Un libro aperto, segno della Parola di Dio; una colomba, simbolo dello Spirito Santo e del desiderio di Pace e una fiamma che rappresenta il cuore ardente di Maria che è piena di Spirito Santo e piena di amore per tutta l’umanità”.

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