Francia, via libera del governo a messe e cerimonie religiose

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M. Chiara Biagioni

È la vittoria della libertà di culto in Francia. Con effetto immediato e cioè da sabato 23 maggio, messe e cerimonie religiose possono riprendere in tutto il Paese. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Christophe Castaner, dopo una riunione con i responsabili di culto durante la quale si sono concordate le misure da adottare per garantire la sicurezza sanitaria dei fedeli. La decisione, in realtà, è stata imposta al governo dopo che il Consiglio di Stato ha ordinato lunedì scorso di revocare entro un periodo di “otto giorni” il divieto totale di celebrazione pubblica del culto contenuto nel decreto di deconfinamento dell’11 maggio. Disinfezione delle mani, distanza fisica di almeno 1 metro tra due persone, mascherina obbligatoria, controlli all’ingresso: le cerimonie religiose potranno riprendere alle condizioni stabilite da un nuovo decreto pubblicato sulla “gazzetta” francese ed entrato immediatamente in vigore. Questo testo integra un decreto dell’11 maggio sulle misure per combattere Covid-19 nel contesto dello stato di emergenza sanitaria. Nelle “linee guida”, il governo invita alla prudenza. “Le cerimonie di culto sono riunioni o incontri che espongono i loro partecipanti a un rischio di contaminazione che sale nella misura in cui si svolgono in uno spazio chiuso, di dimensioni limitate, per un periodo di tempo importante, con un gran numero di persone, accompagnati da preghiere recitate ad alta voce o canti, gesti rituali che coinvolgono il contatto”. Per questi motivi, pur dando l’assenso, il governo invita al massimo e rigoroso rispetto delle misure di sicurezza sanitaria.

Immediato il plauso della Conferenza episcopale di Francia per la decisione presa dal governo. In una nota, i vescovi francesi sottolineano come il nuovo decreto sia “in conformità con la sentenza emessa dal Consiglio di Stato lunedì 18 maggio”. “Restituisce – scrivono i vescovi – alla libertà di esercitare il culto, il suo legittimo posto” e ribadisce che “le restrizioni poste su di esso, come su qualsiasi libertà fondamentale, devono essere giustificate e proporzionate”. I vescovi fanno poi notare come le linee guida che accompagnano il nuovo decreto, confermano le disposizioni già previste dalla conferenza episcopale francese nel piano di deconfinamento presentato alle autorità pubbliche. Le linee guida lasciano ora a ciascun responsabile (vescovi e sacerdoti) la libertà di determinare la data della ripresa delle messe. La raccomandazione del governo rimane quella di avviare le assemblee liturgiche solo a partire dal 2 giugno. E i vescovi, nella nota, confermano la linea di prudenza del governo in quanto “solo alla fine della prossima settimana, sarà possibile valutare i primi effetti di deconfinamento in termini di contagio”. Sarà pertanto cura della Conferenza episcopale informare adeguatamente sacerdoti e gruppi di animazione pastorale sulle regole sanitarie da seguire. Da Parigi, i vescovi chiedono massima attenzione nel “selezionare attentamente le chiese che saranno in grado di ospitare assemblee nelle prossime settimane, determinare il numero di persone che potranno essere accolte, occuparsi della comunicazione e disporre dei team e dei materiali necessari”.

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