Celebrazioni eucaristiche col popolo, la parola a Don Armando, Don Lorenzo e Don Elvezio

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DIOCESI – Finalmente, dopo tanta attesa, sia da parte dei sacerdoti che dei fedeli, da lunedì 18 maggio la nostra Chiesa diocesana ha potuto di nuovo celebrare le Messe col popolo. Abbiamo chiesto ad alcuni sacerdoti di raccontarci le loro impressioni.

Don Armando Moriconi, parroco di San Basso in Cupra, ci ha parlato di un ritorno alla normalità e del compimento del desiderio di tanti fedeli che in queste settimane hanno potuto partecipare alla Santa Messa solo in modalità streaming: «Mi è sembrato di vedere il compiersi di un’attesa: ho visto persone tornare in chiesa con grande desiderio; soprattutto persone di giovane età. In questi primi giorni la partecipazione è stata buona e in linea con quella che c’era prima del sospensione delle celebrazioni col popolo, parliamo di circa venti persone che hanno partecipato alla Messa del mattino e una cinquantina di persone presenti in quella del pomeriggio. I fedeli sono stati molto attenti nell’osservare le misure per la loro stessa sicurezza e in questo sono stati anche aiutati dalla presenza di alcuni volontari che hanno fornito tutte le indicazioni necessarie. Negli occhi di tutti ho visto una gioia semplice, autentica, composta».

Di ritorno graduale alla normalità ci ha parlato anche don Lorenzo Bruni, parroco della concattedrale Santa Maria Assunta, che nei primi giorni ha potuto constatare un aumento del numero di fedeli che quotidianamente si recano a Messa: «Proprio questa mattina abbiamo avuto l’incontro della Vicaria Beata Assunta Pallotta con il Vescovo Carlo. Il nostro incontro, tra l’altro, ha chiuso questi cinque incontri con i sacerdoti nelle vicarie, che erano stati consentiti dall’autorità prefettizia in questo tempo in cui vigevano alcune restrizioni. Per la ripresa delle celebrazioni con il popolo a Montalto è andato tutto bene. Per ora abbiamo riaperto la concattedrale, anche come prova generale della riapertura delle altre due chiese parrocchiali di Patrignone e di Porchia che progressivamente nei prossimi giorni andremo a riaprire, soprattutto in ordine alle celebrazioni eucaristiche domenicali e festive. Durante la settimana penso di concentrare le celebrazioni nella concattedrale montaltese. I fedeli sono venuti a volte in maniera più abbondante che nel passato, come nel caso di lunedì, complice forse la curiosità della riapertura, erano presenti più di venti fedeli alla Santa Messa feriale quando nel passato il numero era davvero più esiguo. Tutti quando arrivano in chiesa sono già informati perché avevamo preparato dei videomessaggi e dei tutorial nei quali abbiamo spiegato le diverse normative igienico-sanitarie e quindi si vive serenamente la celebrazione della Santa Messa, senza grosse difficoltà. Tra l’altro sto continuando a trasmettere la Santa Messa in diretta facebook, perché vedo che questo servizio, già apprezzato nelle settimane passate, continua a essere apprezzato da coloro che ancora non se la sentono di venire in chiesa o per problemi di età o di salute. In questo modo possono continuare a seguire la Messa dalla loro chiesa che è una cosa che alla gente fa sempre piacere».

Ci sono anche piccole difficoltà da risolvere, come ci ha detto don Elvezio Di Matteo, parroco di Santa Maria della Misericordia in Faraone: «Nella mia parrocchia abitano poco più di mille persone e lunedì sera sono venute alla messa 15-20 persone. Si sono attenute abbastanza a quelle che erano le indicazioni loro fornite. Ieri ho celebrato il primo funerale secondo le nuove disposizioni e in questo caso c’è stata una scrupolosa osservanza. Personalmente non mi sembra molto pratico il momento in cui, prima della distribuzione della Comunione, il sacerdote deve prima igienizzare le mani e poi indossare i guanti, forse sarebbe più comodo e ugualmente sicuro il contrario. Ci sono naturalmente problemi organizzativi, soprattutto legati alla difficoltà nel trovare dei volontari che si possano occupare della sanificazione quotidiana della chiesa».

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