VIDEO: In viaggio…. tra Aosta e dintorni

Condividi questo articolo sui social o stampalo

AOSTA – La Valle d’Aosta, un tesoro fatto di montagne, castelli, religiosità e grandi sorprese.

L’Arco onorario dedicato all’imperatore Augusto, è l’ideale punto di partenza per visitare Aosta e soprattutto il suo legame con l’antica Roma, testimoniato dal fascino di Porta Praetoria, risalente come l’Arco d’ Augusto al 25 a.C, anno di fondazione della città.

In secondo luogo, dalla sorprendente maestosità del teatro romano, caratterizzato dai 22 metri della facciata e dalla cavea da 4000 posti, senza dimenticare il criptoportico forense, realizzato in due fasi tra il I secolo a.C e il II secolo d.C con il fine di circondare l’antico foro della città.

Chi visita Aosta, anche il patrimonio religioso è da non perdere. Nei pressi del criptoportico, vi è la Cattedrale. La facciata cinquecentesca, la crocifissione del 1397 e tante ricchezze, ne fanno un libro di storia dell’arte lungo sette secoli. Fu costruita nell’XI secolo, sotto l’epoca del Vescovo Anselmo I, principale pilastro dell’Aosta religiosa. La cripta rappresenta l’unica testimonianza della Cattedrale arcaica.

Sempre sotto l’egida di Anselmo I, è la Collegiata dei Santi Pietro e Orso, con il campanile romanico a pianta quadrangolare, l’interno quattrocencesco e il contemporaneo priorato di Sant’Orso. Più antico il chiostro, con i capitelli di marmo bianco e bardiglio di Aymavilles, narranti l’Antico Testamento, i Vangeli, l’agiografia di Sant’Orso, nonché le favole di Esòpo, in particolare “La volpe e la cicogna”. La piazza principale d’Aosta, porta il nome di Emile Chanoux, esponente di Azione Cattolica e della Resistenza, morto in carcere e torturato dalle SS nel 1944. Chanoux e Sant’Orso sono personaggi non solo legati ad Aosta, ma anche ad altre località, quali Cogne.

La Valle D’Aosta pullula di castelli, due di questi sono ubicati ad est del capoluogo, lungo la Dora Baltea. In primo luogo, Fenis, uno dei più belli del Basso Medioevo, con la doppia cinta muraria merlata, la Cappella con il crocefisso tardomedievale della bottega del Maestro della Madonna d’Oropa e il cortile quadrangolare realizzato da Bonifacio I di Challant, con la scalinata e il ciclo di affreschi, il più importante, “San Giorgio che uccide il drago” del 1415. Issogne è più vicino al confine piemontese ed è stato ultimato nel Cinquecento. Il Cortile è caratterizzato dal giardino all’italiana e da lunette affrescate riguardanti le scene di vita quotidiana cinque secoli or sono, I graffiti rappresentano la cronaca dei fatti avvenuti in questo castello, che ha il suo angolo più bello nella sala della Giustizia, luogo di rappresentanza con affreschi risalenti ai primi anni del Cinquecento.

Ad ovest del capoluogo, a Pondel di Aymaville, al principio della Val di Cogne vi è il Pont d’Ael, un ponte acquedotto alto 56 metri e risalente al 3 a.C. Un’altro tassello della Val d’Aosta romana visitabile anche internamente.

Les Combes d’Introd è stato per anni il luogo delle vacanze di San Giovanni Paolo II e per concludere, molto legato alla Valle è anche Gianni Ferraro, un giornalista che ha raccontato la vita diocesana e culturale di tutta la regione. Un uomo che ha trasmesso di generazione in generazione la sua passione, un punto di riferimento per i giovani di ieri, oggi e domani. .

Condividi questo articolo sui social o stampalo

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *