VIDEO INTEGRALE Ripatransone ha rinnovato il suo affidamento a San Rocco

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RIPATRANSONE – “Eccoci a questa Domenica della Palme e della Passione del Signore. Saluto con fraternità i Sacerdoti Parroci presenti, Don Lanfranco Iachetti per la Parrocchia di San Savino, Don Luis Sandoval per la Parrocchia Madonna di Fatima in Valtesino, Don Tommaso Capriotti per la Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice del Trivio. E saluto ognuno di voi che ci state ascoltando, che state in qualche modo partecipando. Un pensiero particolare a tutti anziani e ai malati, coloro che sono nelle case e nelle strutture sanitarie, che sono soli, che si sentono abbandonati, ma possa giungere a loro la nostra preghiera, il nostro affetto la nostra stima e vicinanza”.

Con queste parole Don Nicola Spinozzi, Parroco delle Parrocchie del Centro Storico di Ripatransone, ha aperto la Celebrazione Eucaristica di Domenica 5 Aprile, al Duomo della Città, in cui alla presenza, oltre che degli altri Parroci del Comune, del Sindaco Ing. Alessandro Lucciarini De Vincenzi e del Maresciallo Maurizio Drago, Comandante della locale Stazione dei Carabinieri ed accompagnato dall’Appuntato Stefano Spagnoli,

Nell’omelia, poi, Don Nicola ha evidenziato come la Celebrazione che stava presiedendo fosse l’apertura di una Settimana Santa davvero particolare in cui tutti abbiamo molto da riflettere, con tanto tempo da dedicare alla nostra fede, alla nostra conversione.

“Il Libro del Profeta Isaia” ha proseguito Don Nicola, “ci ha sottolineato un aspetto della vita a cui siamo tutti chiamati: ad essere discepoli per portare una parola allo sfiduciato. Stando nelle nostre case, molte volte alcune delle persone che vivono nelle nostre famiglie possono avere momenti di sfiducia. Però come cristiani siamo chiamati a portare quella fiducia, a portare quella speranza, a fare quel sorriso di gioia. E credo che sia importante anche quando ci viene sottolineato quell’invito della Chiesa, quello di essere vicini a chi è solo. E come possiamo farlo? Un messaggio, una telefonata, un gesto così, anche attraverso i Social che usiamo tutti e anche la Chiesa sta usando in questo tempo per poter raggiungere tutte quelle persone che vivono nelle case, che non possono venire in Parrocchia a causa di questa epidemia in corso”.

Al termine della Celebrazione Don Nicola, accompagnato dal Sindaco Lucciarini, ha accolto in Duomo la reliquia di San Rocco portata in Chiesa dal Priore della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù (detta dei Sacconi), Roberto Morresi, che da sempre gestisce la Chiesa Comunale dedicata al Santo di Montpellier e che è proprietaria della Statua del taumaturgo ivi custodita ed ora ospitata, in questo tempo di epidemia da Corona virus, nel Duomo di Ripatransone. È proprio ai piedi di questa Statua che il Sindaco ha letto, a nome di tutti i Ripani, la preghiera composta da Don Nicola con cui si è rinnovato l’affidamento della Città a questo Santo.

La devozione ripana a San Rocco è molto antica e la sua intercessione, come già detto anche in precedenza, è stata invocata diverse volte nel corso della Storia della Città.

Le prime testimonianze risalgono, probabilmente, ai primi anni del 1500. Fu, infatti, nel 1526 che il Comune di Ripatransone decise di edificare la Chiesa Comunale dedicata a San Rocco, situata nei pressi del Palazzo Municipale, come ex voto perché, grazie alla sua intercessione, Ripatransone fu liberata “dalla peste e dalle locuste”.

Una ulteriore invocazione a San Rocco fu elevata dalla Città di Ripatransone nel 1855, quando il nostro territorio fu invaso dal colera. Risale, infatti, a quell’anno anche il voto della Città di San Benedetto del Tronto alla Madonna Immacolata per invocare la liberazione dal morbo.

Il 12 Luglio di quell’anno, il Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Ripatransone fece voto, come citato nelle fonti dell’epoca, “alla Santissima Madre di Dio, Madonna di San Giovanni”, di celebrare una Messa Solenne il 10 Maggio di ogni anno o nella domenica seguente a tale data. Fu scelta tale data in quanto in essa già si ricordava l’incoronazione della Madonna di San Giovanni avvenuta il 10 Maggio 1682.

Il 23 Luglio dello stesso anno, poi, il Consiglio Comunale, sempre in base alle fonti dell’epoca “afflitto questo popolo dall’invasione del colera, fece voto per ottenere dall’infinita misericordia di Dio, mediante l’intercessione dei suoi Patroni, Santa Maria Maddalena (Patrona principale, ndr) e San Rocco (Compatrono e protettore speciale, ndr) contro la peste per la cessazione del morbo”. La Città fece voto di svolgere una processione in onore di San Rocco ogni anno il 16 Agosto, o la domenica più vicina a tale data, quale rendimento di grazie per la fine dell’epidemia. Si fece voto, ugualmente, di accendere una lampada che ardesse perennemente nella Cappella di Santa Maria Maddalena, davanti alla reliquia del dito della Santa, situata all’interno del Duomo della Città.

Sempre nel 1855 fu realizzata una pubblicazione per un Triduo di preghiere a San Rocco e furono altri documenti recanti preghiere dei Canonici del Duomo per la Madonna di San Giovanni.

Il colera tornò ad affacciarsi nella nostra zona nel 1886 e, sempre in base alle fonti dell’epoca, “Quando già cadevano le prime vittime a San Benedetto del Tronto, il Popolo Ripano invocò con viva fede il suo Celeste Patrono e il morbo fu scongiurato”

Nel 1927, in occasione del 6° Centenario della Morte di San Rocco, la Città di Ripatransone organizzò grandi festeggiamenti in onore del Santo che culminarono in un’edizione speciale del Cavallo di Fuoco, tradizionale spettacolo pirotecnico che ogni anno “infiamma” i cuori di tutti i Ripani nella Domenica dell’Ottava di Pasqua. In questa occasione fu poi realizzato un pieghevole con le storie legate alla devozione della Città a San Rocco con una preghiera a lui rivolta.

La Celebrazione di Domenica 5 Aprile 2020, quindi, e il nuovo affidamento della Città di Ripatransone a San Rocco, in questo periodo legato all’Epidemia di Corona Virus che sta imperversando praticamente in tutto il mondo, segnano una nuova tappa in questo cammino ultracentenario di devozione dei Ripani verso il loro Compatrono.

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