Colonnella, anziani ed ammalati costretti in casa: l’esperienza dell’Unitalsi, la parola a Egilda Di Monte

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COLONNELLA – Tra tutte le persone che in questi giorni sono costrette a restare in casa, un posto speciale è occupato dagli anziani e dai malati, che, oltre a versare in condizioni precarie di salute, spesso si trovano anche in uno stato di fragilità emotiva.

Egilda Di Monte, Presidente del gruppo Unitalsi di Colonnella, ci racconta: “Da oltre dieci giorni sull’intero territorio nazionale è stata predisposta la chiusura di tutti i centri ricreativi diurni, quindi anche le associazioni cattoliche dedite al servizio degli ammalati e degli anziani si sono dovute adeguare alle nuove norme. Per me e molti altri volontari è un vero dispiacere non poterci incontrare per trascorrere insieme il nostro consueto pomeriggio settimanale. Negli ultimi anni abbiamo perso molti amici che facevano parte del gruppo ed abbiamo anche dovuto fronteggiare i problemi di natura logistica provocati dal sisma del 2016, riducendo gli incontri settimanali da due ad uno soltanto. Da poco, grazie alla presenza stabile del nuovo parroco, avevamo ripreso con continuità i nostri incontri, crescendo nei numeri e nelle iniziative. Questo improvviso e forzato stop ci scoraggia molto.”

Il gruppo Unitalsi è presente sul territorio colonnellese da ben 25 anni e conta attualmente 25 iscritti che si riuniscono ogni Martedì dalle 14:30 alle 17:30 per trascorrere un pomeriggio in allegria, giocando a carte e a tombola, festeggiando insieme i compleanni e dedicando una mezz’ora alla preghiera comune. Due sono gli appuntamenti importanti durante l’anno: la gita di fine estate presso qualche santuario della zona e il pranzo sociale che si svolge a primavera in cui di solito viene allestito uno spettacolo ludico – teatrale, ma per ora non se ne parla neanche di organizzare l’evento. Egilda racconta: “Questa emergenza pandemica purtroppo ci ha fermato ed ha generato in noi un po’ di ansia, perchè sappiamo che i nostri amici sono i più esposti, non solo perchè anziani, ma anche perchè spesso affetti da altre patologie. Tuttavia cerchiamo di non lasciarli mai soli: ad esempio questa settimana li ho sentiti spesso al telefono per scambiarci opinioni e suggerimenti, ho fatto recapitare dei fiori a due nostre iscritte che in questi giorni hanno compiuto gli anni e li ho ricordati tutti nelle mie preghiere. E devo dire anche che, a parte un primo momento di smarrimento, i nostri amici stanno mostrando tanta forza e tanta speranza: sono tutti ultrasettantenni, quindi nati nel secondo dopoguerra, nella loro vita hanno fatto molti sacrifici e vissuto molte esperienze, sono quindi abituati ad essere forti e fiduciosi nelle difficoltà.”

Molteplici sono i servizi attivati sul territorio colonnellese a supporto di chi ha bisogno di un aiuto concreto per l’approvvigionamento dei beni di primaria necessità. Il Comune ha attivato il C.O.C. con il pronto spesa e farmaco, istituito principalmente per far fronte alle necessità delle persone disabili, malate e con difficoltà motorie. L’Associazione Amici del Cuore e la locale Sezione di Protezione Civile hanno deciso di allargare questa procedura straordinaria di consegna a domicilio dei farmaci e dei generi alimentari a chiunque ne richieda il servizio. Anche molti negozianti si sono resi disponibili ad effettuare il servizio a domicilio in caso di necessità, garantendo la gratuità della prestazione. Lo studio medico locale poi ha invitato tutti i pazienti a fornire un indirizzo mail per le impegnative, così da evitare che gli stessi si rechino sul posto e mettano a rischio la loro già cagionevole salute; tuttavia, qualora ci fossero pazienti che non hanno dimestichezza con il mondo digitale e non hanno parenti ed amici in grado di assisterli, possono recarsi presso lo studio per ritirare le impegnative che verranno consegnate tramite la finestra senza poter accedere all’interno, se non per urgenze valutate dal medico previo appuntamento telefonico.

Il nostro paese è sempre molto solidale ed attivo e per questo mi sento di ringraziare tutte le istituzioni ed in generale il mondo della sanità che sta operando con passione e dedizione.” – afferma il Presidente Di Monte – “Tuttavia la solitudine resta il peggior nemico degli anziani e per questo al momento non c’è rimedio, ma confidiamo, a Dio piacendo, che questo periodo offuscato dalla paura, diventi presto un brutto ricordo e venga vissuto come un efficace momento di riflessione e di raccoglimento spirituale, nella consapevolezza che solo Dio libera e salva da ogni male.”

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