Papa Francesco: “algor-etica” ha anche “dimensione politica”

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“L’’algor-etica’ potrà essere un ponte per far sì che i principi si inscrivano concretamente nelle tecnologie digitali, attraverso un effettivo dialogo transdisciplinare”. E’ quanto scrive il Papa nel discorso letto da mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita (Pav), al termine della plenaria del dicastero pontificio, dedicata al tema dell’intelligenza artificiale. “Nell’incontro tra diverse visioni del mondo, i diritti umani costituiscono un importante punto di convergenza per la ricerca di un terreno comune”, fa notare Francesco, definendo “necessaria una riflessione aggiornata sui diritti e i doveri in questo ambito”. “La profondità e l’accelerazione delle trasformazioni dell’era digitale sollevano inattese problematiche, che impongono nuove condizioni all’ethos individuale e collettivo”, la tesi del Papa, secondo il quale la “Call” firmata oggi da Pav, Microsoft, Ibm e Fao “è un passo importante in questa direzione, con le tre fondamentali coordinate su cui camminare: l’etica, l’educazione e il diritto”. “Non basta la semplice educazione all’uso corretto delle nuove tecnologie”, spiega infatti Francesco: “Non sono strumenti neutrali, perché plasmano il mondo e impegnano le coscienze sul piano dei valori. C’è bisogno di un’azione educativa più ampia. Occorre maturare motivazioni forti per perseverare nella ricerca del bene comune, anche quando non ne deriva un immediato tornaconto”.

“Esiste una dimensione politica nella produzione e nell’uso della cosiddetta ‘Intelligenza Artificiale’, che non riguarda solo la distribuzione dei suoi vantaggi individuali e astrattamente funzionali”, il monito del Papa: “Non basta semplicemente affidarci alla sensibilità morale di chi fa ricerca e progetta dispositivi e algoritmi; occorre invece creare corpi sociali intermedi che assicurino rappresentanza alla sensibilità etica degli utilizzatori e degli educatori”. “Sono molte le competenze che intervengono nel processo di elaborazione degli apparati tecnologici – ricerca, progettazione, produzione, distribuzione, utilizzo individuale e collettivo) – e ognuna comporta una specifica responsabilità”, prosegue Francesco a proposito della “algor-etica” come “nuova frontiera”, che “intende assicurare una verifica competente e condivisa dei processi secondo cui si integrano i rapporti tra gli esseri umani e le macchine nella nostra era”. “Nella comune ricerca di questi obiettivi, i principi della Dottrina Sociale della Chiesa offrono un contributo decisivo”, sottolinea il Papa elencandoli: “Dignità della persona, giustizia, sussidiarietà e solidarietà. Essi esprimono l’impegno di mettersi al servizio di ogni persona nella sua integralità e di tutte le persone, senza discriminazioni né esclusioni. Ma la complessità del mondo tecnologico ci chiede una elaborazione etica più articolata, per rendere questo impegno realmente incisivo”.

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