Cattedrale senza fedeli per la messa delle Ceneri, il vescovo Carlo in diretta tv ai fedeli: «Vi sento vicini spiritualmente, non arrendiamoci!»

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Don Spina impone le ceneri al vescovo Carlo

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’atmosfera surreale, ben centrata dalle prime parole del vescovo: «Davvero eccezionale ed abbastanza strana questa celebrazione, con la nostra cattedrale vuota. Strana ed anche triste che c’introduce, però, nel clima Quaresimale». Così, monsignor Carlo Bresciani, ha esordito nella sua omelia, pronunciata presiedendo la Santa Messa durante la quale c’è stata l’imposizione delle Ceneri: passaggio iniziale della Quaresima. Un rito celebrato nel tardo pomeriggio di mercoledì 26 febbraio, in una basilica della Marina deserta.

Sì, perché le ben note disposizione varate per contenere il contagio da Coronavirus impongono lo stop alle messe aperte alla partecipazione popolare. La trasmissione in diretta, garantita dalla televisione locale VeraTv, ha consentito a molti fedeli di vedere la celebrazione. Sottolineando il proprio dispiacere per non poter accogliere i fedeli, nella sua omelia il vescovo ha assicurato di sentire comunque, spiritualmente, la loro presenza in chiesa: «Siamo comunque uniti nella preghiera, dunque non tanto dal gesto esteriore, quanto dal più profondo del gesto interiore della nostra Fede. E questo nessuno ce lo può togliere». Parole che ricalcano anche il brano del Vangelo del giorno.

Monsignor Bresciani ha poi esortato tutti a seguire i tre cardini della Quaresima, ossia: preghiera, digiuno e carità fraterna. Tre opere fondamentali che possiamo compiere nel segreto.

Nel corso dell’omelia, poi, il vescovo ha ricordato che, seppur non si possono celebrare messe pubbliche, le chiese rimangono aperte per momenti di preghiera privata e personale. «Dunque esorto ognuno di voi: quando passate vicino ad una chiesa, entrate per un momento a pregare il Signore. Preghiamo il Signore affinché ci aiuti a vincere quanto prima questo contagio e perché Lui assista tutti quelli che sono stati colpiti ed aiuti tutti quelli che prestano il proprio servizio a sostegno dei malati. Inoltre, preghiamo il Signore perché illumini coloro che ci guidano affinché compiano scelte oculate, ragionevoli. Preghiamo perché nessuno si lasci prendere dal panico, né dalla paura ingiustificata, perché questo non farebbe bene a nessuno. Certo, ci è imposto un sacrificio, ma viviamo questo sacrificio come un’offerta al Signore. Questa privazione costa a tutti, costa anche a me non poter celebrare insieme con voi. Offro questo sacrificio al Signore, come un atto penitenziale».

Anche se le chiese non sono aperte per le celebrazioni liturgiche, «Le campane suonino lo stesso – ha rimarcato ancora il vescovo – per ricordare a tutti noi che il sacerdote sta celebrando per noi e che noi possiamo unirci spiritualmente pregando insieme con lui. E’ un gesto molto importante, che vuol dire che non ci arrendiamo, per nessun motivo».

Cercando di trovare almeno un aspetto positivo in tutta questa triste vicenda, monsignor Bresciani indica Forse il Signore ci stimola così a riscoprire il momento di preghiera in famiglia. Magari ascoltando la Santa Messa alla tv tutti insieme, magari trovandosi tutti insieme la sera, per recitare il Rosario o almeno una parte. Sono momenti importanti nel cammino quaresimale e nel cammino della nostra Fede.

Il momento principale della celebrazione, ossia l’imposizione delle Sacre Ceneri, si è ovviamente svolto in forma “ridottissima”. Dopo la benedizione delle ceneri da parte del vescovo, quest’ultimo è stato il primo a riceverle, per mano del vicario generale don Patrizio Spina, parroco della cattedrale. Poi lo stesso vescovo le ha ai sacerdoti, ai diaconi ed alle altre persone servivano messa, concelebrata (oltre che da don Spina, anche da monsignor Romualdo Scarponi e da don Luciano Paci).

In conclusione, il vescovo ha detto di pregare affinché questa privazione che ci è imposta (l’impossibilità di partecipare fisicamente alle messe) non affievolisca la nostra Fede: «Appena potremo riapriremo le chiese ed io sono ansioso di poterlo fare, anche per vivere tutti insieme le opere di pietà popolare caratteristiche della Quaresima. Preghiamo dunque il Signore affinché questo ci venga concesso il più presto possibile».

Ascolta l’omelia integrale del vescovo Carlo cliccando qui

 

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