FOTO Montelparo, da domani i grandi festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate

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Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Come oramai da secoli, anche in questo 2020 tutto ricomincia da dove ebbe inizio!
A Montelparo la memoria storica della rievocazione con i festeggiamenti a base di baccalà, infatti, non può che ritornare a quel 1703 da dove tutto ebbe inizio.

Tutto nacque dal segno di riconoscenza dei frati Agostiniani, verso i paesani, per l’aiuto  essenziale  dato ai conventuali nella ricostruzione del loro convento distrutto dal terremoto.

Tutto questo sfociò, proprio in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, in un lautissimo pranzo a base di baccalà concedendo a ogni intervenuto una porzione che, in base all’unità di misura del tempo, corrispondeva ad UN COPPO (circa 300 grammi)! Il tutto completato da una filetta di pane e da un litro di vino, che da qualche anno viene fatto con uve pregiate e appositamente preparato per l’occasione, dalla rinomata Cantina Montelparese “Casale Vitali”!

L’evento, da quando nacque, non ebbe più interruzioni!

Dal 1861, poi, quando i Frati lasciarono il Convento e la Chiesa di Sant’Agostino, che passarono nelle proprietà dell’Amministrazione Comunale, venne formato un apposito Comitato – rigorosamente composto da uomini (“tutti ommini pe’ carità!”)  e, possibilmente, con la partecipazione, tra i componenti, tramandata da padre in figlio-che si prese cura della gestione della festa del baccalà.

L’usanza era però ancora ristretta agli abitanti del paese.

Da qualche anno, però (diciamo dai primi anni ’60), nel piccolo borgo di Montelparo, e grazie anche alla lungimiranza dell’allora presidente del Comitato, Sante Pacioni, c’è stata una vera e propria esplosione di partecipanti che di anno in anno diventa sempre maggiore!

Convergono qui, migliaia e migliaia di appassionati, provenienti da ogni parte delle Marche, ma anche da altre regioni (Umbria, Lazio, Abruzzo ecc.)! C’è chi organizza pullman pur di non perdere l’occasione e oramai trovare “U Coppu”, come viene chiamato in dialetto, diventa sempre più difficile. Anche quest’anno infatti, i tagliandi, messi a disposizione già dal 26 dicembre scorso, sono introvabili da alcuni giorni!

E di questo incredibile successo si accorse l’anno scorso anche l’Accademia Italiana della Cucina che, tramite la sua delegazione provinciale presieduta da Fabio Torresi, organizzò qui a Montelparo il Simposio dal titolo “Storia – Tradizione – Cultura del Baccalà di Sant’Antonio Abate a Montelparo”. Qui si portarono incuriositi, per l’occasione, oltre cinquanta persone provenienti da varie provincie italiane.

Grazie proprio a quel Simposio la fama e la conoscenza dell’evento montelparese ha travalicato anche i confini nazionali con ripercussioni inimmaginabili!

Ma di questo avremo occasione di riparlarne!

Da qualche anno poi, l’impegno fondamentale dei ragazzi  dell’Associazione Giovanile di Volontariato “Il Chiostro” si è affiancato alla storica iniziativa del Baccalà mettendo a disposizione altre specialità (Polenta al sugo di Baccalà, Patate olio e prezzemolo, Arance alle olive nere, dolce) da consumare in appositi siti preparati per l’occasione.

Come non mancherà, nel centro storico, il “Mercatino del Baccalà” (Artigianato, Hobbistica, Tipicità).

Tutto questo senza trascurare la parte religiosa che vedrà, al termine della Santa Messa, la statua del Santo Antonio Abate (quella recente perché quella storica, in carta pesta, è oramai rigidamente conservata negli interni della chiesa!) portata in processione (sulle spalle dei componenti del Comitato) per le vie del paese. Non potrà infine mancare la benedizione degli animali di cui il Santo è il protettore!

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