Papa Francesco: a Collegio Etiopico, mai più guerre e “divisioni tra etnie e tra Paesi dalle comune radici”

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Mai più guerre e “divisioni tra etnie e tra Paesi dalle comuni radici”. È il monito del Papa, che ricevendo in udienza la comunità del Pontificio Collegio Etiopico in Vaticano in occasione del centenario della fondazione ha citato i “tanti vostri fratelli e sorelle dell’Etiopia e dell’Eritrea, la cui vita è segnata dalla povertà, e fino a pochi mesi fa dalla guerra fratricida, per la cui conclusione ringraziamo il Signore e chi nei due Paesi si è impegnato in prima persona”. “Prego sempre che si faccia tesoro degli anni di dolore vissuti da ambo le parti, e che non si cada più in divisioni tra etnie e tra Paesi dalle comuni radici”, ha rivelato Francesco, chiedendo ai sacerdoti di essere sempre “artefici di relazioni buone, costruttori di pace”: “Possiate educare a coltivare questo dono di Dio i fedeli che vi saranno affidati, medicando le ferite interiori ed esteriori che incontrerete e cercando di aiutare i percorsi di riconciliazione, per il futuro dei bambini e dei giovani delle vostre terre”. “Molti di essi, è triste doverlo ricordare, spinti dalla speranza hanno lasciato la loro patria a costo immani fatiche e non di rado andando incontro a tragedie per terra e per mare”, ha sottolineato il Papa, ringraziando “per l’accoglienza che i vostri fedeli hanno potuto sperimentare e per l’impegno che alcuni di voi già ora vivono nel seguirli pastoralmente in Europa e negli altri continenti”. “Si può fare ancora molto, e meglio, sia in patria che all’estero, mettendo a frutto gli anni di studio e permanenza in Roma, in un servizio umile e generoso, sempre sulla base dell’unione col Signore, al quale cui abbiamo donato l’intera nostra esistenza”, l’invito, unito a quello a “custodire la preziosa tradizione ecclesiale, sempre unita allo slancio missionario”. “Auspico anche che alla Chiesa cattolica nelle vostre nazioni sia garantita la libertà di servire il bene comune, sia consentendo a voi studenti di compiere gli studi a Roma o altrove, sia tutelando le istituzioni educative, sanitarie ed assistenziali, nella certezza che i Pastori e i fedeli desiderano insieme a tutti gli altri contribuire al bene e alla prosperità delle vostre nazioni”, ha concluso Francesco.

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