Padri Sacramentini, la bellezza del presepe

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sto disfacendo con un pizzico di nostalgia il mio piccolo presepe casalingo e penso a quello della parrocchia allestito nel Santuario dei Sacramentini dalla presepista Nunzia Liberati.

Stamattina l’ho contemplato ancora a lungo, ammirandone la struttura scenografica, il buon gusto nella scelta degli elementi che lo compongono, la perfezione dei particolari… Anch’esso è un presepe veramente piccolo, quasi nascosto nell’esiguo spazio del sottoscala a destra, entrando in chiesa. Ma è davvero bello e molto vivace. La sacra famigliola, in primo piano a destra, è disposta davanti ad una paranza colma di reti da pesca e dotata di una grande vela bianca ornata da disegni a colori come si usava agli inizi del XX secolo nella nostra città. Anche i variopinti costumi dei personaggi risalgono a quegli anni lontani, epoca in cui vissero nonni e bisavoli; certamente i nostri avi vestivano modestamente con colori spenti, perché poveri pescatori dalla vita disagiata e spesso distrutta da frequenti disgrazie di mare…

Ma nel presepe la vita deve apparire gioiosa, soffusa di mistero e di tenerezza e i colori vivaci creano l’atmosfera giusta: è nato il Salvatore… alleluia!
Sono pochi i personaggi nel nostro presepio, sette in tutto: Gesù, Giuseppe, Maria, la pescivendola e suo marito, il contadino e sua moglie.
Ma ci sono tanti pesci, alcune pecore e colombe, e anatre e paperelle.

Maria tiene in braccio il bimbo Gesù, nudo e disteso su un bianco lenzuolo, che guarda teneramente Giuseppe. Anche la Vergine indossa uno scialle, un abito variopinto e una bella collana che ravviva il colorito ambrato del suo viso. Accanto a lei le quattro pecore, un pescatore che solleva la rete e la pescivendola sua moglie che ha esposto una curiosa varietà di pesci e molluschi che appaiono vivi e freschissimi; c’è anche un secchio pieni di “bomboletti”: lei è felice e sta pesando i pesci da regalare alla nuova famiglia.

In fondo, un’altra famigliola di cui si ammira la spaziosa cucina corredata da pentole e stoviglie di rame, cesti di vimini e botti impagliate; la donna è alle prese con i “paperoni” e il marito scuote il recipiente ormai vuoto di sementi con cui ha sfamato le ochette che starnazzano ai suoi piedi.

E’ tutto qui il presepe curato da Nunzia a cui il parroco Padre Valerio affida ogni anno il compito di allestirlo. E lei è felice poiché può sbizzarrire il suo spirito creativo allestendo decine di scenari diversi. I suoi presepi – ne fa fatti tantissimi – sono richiestissimi, alcuni sono in esposizione permanente in diverse città vicine e lontane. Nunzia Liberati frequenta spesso i mercatini natalizi di Napoli ed acquista preziosi piccoli oggetti, utensili, statuine particolari, animali di ogni specie, gioielli d’epoca e stoffe con cui confezionare personalmente i costumi dei suoi personaggi.

L’amore per tale arte lo ha coltivato sin da bambina, quando lo zio prete, Don Lorenzo Pilota, per il presepe in casa si serviva della sua disponibilità e fantasia, doti che ha saputo preservare negli anni donando agli amanti del presepio momenti di stupore e di gioia. (Nazzarena Prosperi)

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