Australia: chiese in prima linea nei soccorsi alla popolazione colpita dalle fiamme

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Chiese in prima linea tra i soccorritori per dare sostegno psicologico e ristoro alla popolazione in fuga dalle fiamme. Ma anche preghiere per chiedere a Dio la fine della siccità e appelli disperati al governo affinchè faccia di più per promuovere politiche ambientali e rispettare gli impegni Onu per il clima. In questi ultimi quattro mesi, gli incendi hanno ucciso persone, distrutto quasi 6 milioni di ettari (15 milioni di acri) e danneggiato con le fiamme oltre 2.500 edifici. Uno stato di emergenza è stato dichiarato nel Nuovo Galles del Sud ed uno stato di “disastro in atto” nel Victoria. Qui, nello stato di Victoria, migliaia di persone si sono rifugiate in spiaggia alla vigilia di capodanno mentre le fiamme avvolgevano la città costiera di Mallacoota. Entrambi gli Stati stanno combattendo la loro battaglia per arginare i continui incendi boschivi e la più grande evacuazione in tempo di pace nella storia della nazione. A fare “il punto” dell’emergenza è il Consiglio mondiale delle Chiese che da Ginevra in questi giorni si è messo in contratto con i responsabili delle varie Chiese cristiane del Paese scese in campo per aiutare la popolazione. I cappellani stanno dando assistenza personale, soccorso psicologico e supporto emotivo e spirituale nei centri di soccorso e rifugio adibiti nelle aree colpite. Stanno anche incoraggiando i loro membri a fornire sostegno finanziario diretto. “I nostri cuori gridano a te per coloro che hanno perso i loro cari e coloro che hanno perso proprietà a causa di questi incendi devastanti”, scrive in un appello ai cristiani l’arcivescovo Glenn Davies, della chiesa anglicana di Sydney e del Nuovo Galles del Sud, invitando alla preghiera. “Ti preghiamo, o Padre, nella tua misericordia, di governare le forze della natura preservandoci da danni catastrofici. Proteggi la vita umana”. Sul posto stanno intervenendo squadre di vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari per combattere gli incendi ed evacuare e proteggere le migliaia di sfollati. Impegnato in prima linea anche l’Anglican Aid con squadre di volontari addestrati che stanno offrendo aiuti pratici alla popolazione colpita fornendo pasti, vestiti, lenzuola e asciugamani per le docce e aiutare con gli animali. La Conferenza episcopale australiana  ha deciso di prolungare “fino a quando le condizioni di siccità non si attenueranno” la sua campagna nazionale di preghiera contro la mancanza di acqua e pioggia. “Non possiamo dimenticare le sofferenze dovute a queste catastrofiche condizioni di siccità, che sono in gran parte all’origine della crisi degli incendi che stiamo assistendo in gran parte del Paese”, ha affermato l’arcivescovo Mark Coleridge, presidente dei vescovi cattolici del Paese.

Forte è la denuncia contro la politica del governo australiano che ancora non si è impegnato a rispettare gli accordi sul clima. L’Australia è infatti il massimo esportatore mondiale di carbone e gas. E anche uno dei peggiori inquinatori pro capite e il 57° paese (su 57) in una recente classifica sulla lotta al cambiamento climatico. Molti sono i sacerdoti che hanno denunciato questa cattiva condotta del governo e a dare voce alle proteste e soprattutto alla “rabbia” è il vescovo anglicano Philip Huggins che è anche presidente del Consiglio nazionale delle chiese in Australia. “Le estati sempre più calde e più secche sono esattamente ciò che ci si aspettava. L’inettitudine politica ci ha lasciato più vulnerabili di quanto sarebbe dovuto accadere”. Nel 2019, l’Australia ha superato le sue classifiche per temperature medie e massime, nonché per le precipitazioni annuali più basse in tutto il paese. Condizioni che hanno contribuito a fomentare senza precedenti nella storia gli incendi. Solidarietà alle Chiese in Australia è stata espressa anche dal segretario generale del Wcc, Rev. Olav Fykse Tveit: “Insieme a voi, le chiese membri del WCC in tutto il mondo stanno pregando perché si plachino il caldo e le fiamme, e per tutti coloro che stanno combattendo i fuochi che avanzano, per la conservazione della vita, delle proprietà delle persone, e della fauna selvatica e dell’ambiente unici minacciati di distruzione”.

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