FOTO e VIDEO San Benedetto, la Sacra Famiglia in riva all’Adriatico, ecco lo spettacolare “Presepe artistico del Mare”

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L’assessore Carboni con Luciano “Prichiò” Paolini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qui la Sacra Famiglia guarda verso l’Adriatico. Con la benedizione impartita da Fra’ Marco, della parrocchia di Sant’Antonio da Padova, è stato inaugurato ufficialmente il “Presepe artistico del Mare”. La rappresentazione, promossa dal sindacato dei concessionari di spiaggia Itb-Italia, è collocata presso lo chalet Stella Marina (concessione 11) del patron Giuseppe Ricci.

A realizzare le varie parti del presepio è sceso in campo un team di artisti e artigiani, composto da: Luciano “Prichiò” Paolini, Franco Capriotti, Alessandro Lisa e Giuseppe Spina. I pezzi principali sono realizzati a mano dal celebre artista-pescatore Paolini. Lui si diletta a ricavare qualsiasi forma (da navi, a chalet in miniatura) partendo da semplici pezzi di carta rigida: come pacchetti di sigarette o caramelle.

L’opera è dunque uno scrigno dalle mille peculiarità. C’è il mercato ittico, ci sono le donne che vendono il pesce alla vecchia maniera – con carretto e bilancia – c’è il porto di oggi e quello di ieri (prima dei bombardamenti della II Guerra mondiale) e, soprattutto, spiccano la spiaggia, gli ombrelloni, il mare e una miriade d’imbarcazioni antiche e moderne: dalle lancette ai pescherecci oceanici. Immancabole: la Torre del Paese Alto.

Mentre Capriotti ha creato animali e altri ornamenti con materiali di recupero che l’Adriatico ha spiaggiato durante qualche mareggiata: soprattutto legna e pietre. Una Natività che, dunque, lancia anche un messaggio ecologista, all’insegna del riuso. Piacevolmente colpito, Fra’ Marco, da pochi mesi nel nostro territorio, si è complimentato con le persone che hanno contribuito alla realizzazione del presepio: «Un segno di fede e devozione, da guardare impegnandoci a conformarci all’immagine di Gesù Cristo».

 

All’inaugurazione era presente anche il senatore Maurizio Gasparri: amico del presidente Itb Giuseppe Ricci. «Questa è una simpatica occasione per ricordare il lavoro degli uomini del mare – ha detto il parlamentare -. Qui il lavoro di queste persone s’unisce simbolicamente alla devozione religione, con la Natività collocata vicino in spiaggia. Uno sforzo di fantasia, ma soprattutto un omaggio artistico e particolare ad una tradizione, quella del Presepio, che, come recentemente ricordato dal Santo Padre, deve essere tramandata». Con l’onorevole Gasparri, diverse autorità locali, come gli assessori Emanuela Carboni (di casa a Stella Marina, in quanto nipote di Ricci) Pierluigi Tassotti ed Andrea Traini. Simpatico siparietto col senatore che è intervenuto direttamente per cambiare la posizione dei Re Magi: collocati inizialmente troppo a ridosso della Natività. «Manca ancora un po’ al 6 gennaio…» ha scherzato l’ex ministro, che ha dato anche dei suggerimenti su come migliorare l’illuminazione.

Questa particolarissima rappresentazione della Natività è alla sua seconda edizione e Paolini, discendente di una stirpe di pescatori, ha già raccontato qualche aneddoto storico su quanto, tra la gente di mare del passato, fosse radicata la devozione. Tra i vecchi marinai  i gesti del cristianesimo erano ripetuti e “esasperati” quasi fino alle soglie della superstizione: «Un tempo – ha raccontato Prichiò – prima di gettare la rete in mare, bisognava farsi necessariamente il segno della croce. Era una cosa obbligatoria. Se il Parò, il responsabile delle operazioni di pesca, si accorgeva che i marinai non si erano segnati prima di calare le reti, non solo le faceva ritirare subito ma, addirittura, le faceva cambiare».

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