Papa Francesco: agli artisti del Concerto di Natale, “costruire un villaggio globale dell’educazione”

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“Dio è imprevedibile e continuamente fuori dai nostri schemi”. Così il Papa ha salutato gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano, che avrà luogo oggi sabato 14 dicembre nell’Aula Paolo VI, promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, e il cui ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes e della Fondazione salesiana Missioni Don Bosco Valdocco Onlus. “Una tale provocazione – ha spiegato Francesco riferendosi al presepe e alla lettera apostolica da lui firmata a Greccio – è un invito costante a non inorgoglirci e a saper cogliere quella forza disarmante in ogni piccolo gesto di buona volontà. Questo vale ancora di più per chi – come voi – opera a stretto contatto con i giovani, ed esercita un certo influsso sul loro modo di pensare e di comportarsi”. Poi il Papa ha citato il messaggio agli artisti di Paolo VI, incentrato sulla bellezza come antidoto alla disperazione, e ha esortato a “costruire un ‘villaggio globale dell’educazione’, dove chi lo abita genera una rete di relazioni umane, le quali sono la migliore medicina contro ogni forma di discriminazione e di isolamento”. “In questo villaggio, l’educazione e l’arte si incontrano attraverso i linguaggi della musica e della poesia, della pittura e della scultura, del teatro e del cinema”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “tutte queste espressioni della creatività umana possono essere ‘canali’ di fraternità e di pace tra i popoli della famiglia umana, come pure di dialogo tra le religioni”. Di qui il “grato apprezzamento ai Salesiani e a Scholas Occurrentes per l’impegno con cui portano avanti i loro progetti in Amazzonia con questo spirito di servizio”. “Cari artisti, vi ringrazio per il contributo che date”, il congedo del Papa: “Vi auguro ogni bene per la vostra attività e per il vostro cammino spirituale. Possa il vostro cuore intenerirsi davanti al mistero del Natale, e allora saprete trasmettere un po’ di questa tenerezza a chi vi ascolta. Grazie ancora e buon concerto!”.

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