Le Fochere in diocesi: Grottammare, Montelparo, Montedinove, San Benedetto del Tronto…

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DIOCESI – Il 9 dicembre: il giorno della Fochera…” si racconta che nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 alcuni angeli trasportarono in volo da Nazareth a Loreto la Casa di Maria atterrando proprio sulla cima di una collina coperta di allori a metà strada tra la città di Recanati e il suo porto; da allora ogni anno in questa notte in varie località della costa adriatica e non solo, si accendono dei falò in ricordo di questo avvenimento per illuminare (come dicevano i nostri nonni) la strada agli angeli”, nel segno della Tradizione!

GROTTAMMARE – Il parroco di San Pio V, Don Federico Pompei: “Una bella tradizione tramandata da padre in figlio. A Grottammare i figli riescono a portare avanti bene la tradizione dei padri. Organizzata, c’è molta preghiera, molta attenzione, grande silenzio. I ragazzi sono venuti in tantissimi, sopratutto i membri dell’Azione Cattolica e degli Scout e i ragazzi del gruppo catechistico. C’erano poi tanti genitori, nonni, bambini, un popolo che si è raccolto in nome di questa tradizione. Abbiamo pregato insieme, sopratutto preghiere legate alla vita dei ragazzi, dei giovani, degli adulti, del paese e dell’Italia. Un bellissimo momento. Ringrazio tutti!”

MONTELPARO – La tradizione de “U Focaro’” a Montelparo non si è mai estinta!
Non siamo oggi, certamente, ai livelli degli anni ’50 quando in ogni zona del paese si accendeva con grande devozione il fuoco che avrebbe aiutato e guidato la Santa Casa della Madonna nel percorso che l’avrebbe portata a Loreto, ma il costume e il ricordo di quello che è stato è ancora fermamente impresso nei paesani.
Un ricordo indelebile, in chi scrive, è quello di quando si andava, negli anni ’50, a “la dottrina” e, dal mese di settembre, ci era richiesto dal Priore di allora (Don Domenico D’Alessio) di portare ogni volta magari e solo un pezzetto di legna! Il nove di dicembre, quei pezzetti portati quasi giornalmente dai numerosi bambini che allora frequentavano l’oratorio, diventavano enormi cataste. Queste, posizionate sullo spiazzale della Chiesa di San Michele Arcangelo, producevano grandi e lucenti fuochi per la felicità dei bambini, ma non solo!
La tradizione voleva poi che, dal 6 all’8 dicembre si svolgesse un triduo di preparazione presso la Chiesa di Sant’Agostino.
Qui, al centro della stessa, veniva illuminata e messa in mostra la bellissima e storica casa de “A Madonna de’ i Cuppitti”!
Oggi questo reperto storico è anch’esso “incatenato”, a causa del sisma del 2016, all’interno del meraviglioso Museo dell’Arte Sacra che, da allora, è impossibile visitare.
Questa sera “U Focaro’” si è acceso, puntualmente come da sempre, alle ore 18,00 nelle immediate vicinanze del paese, in Contrada Sala lì, dove oggi sorge la “Piccola Lourdes”: punto di sosta e di preghiera!
Questa era, un tempo, una vecchia fonte con tanto di abbeveratoio per le mucche che raggiungevano il paese. Al di sotto della stessa sorgeva (e sorge ancora restaurato alla grande) il vecchio lavatoio dove le nostre mamme, nonne e così via, si portavano alle luci dell’alba per lavare i panni delle proprie famiglie.
E qui si veniva anche a fare provvista di acqua in quella sorgente naturale che dissetava tutto il paese!
Era, allora, solamente, e semplicemente, “a fonte”! (Giuseppe Mariucci)

 

MONTEDINOVE –  Montedinove, dopo la consueta Celebrazione vespertina, in occasione della rievocazione, e’ stato allestito e acceso un grande falò, attorno al quale i montedinovesi, insieme ai Padri francescani conventuali, hanno recitato il Santo Rosario e intonato canti mariani.
L’ atmosfera e’ stata coinvolgente e densa la partecipazione, dai bambini ai più’ anziani. Un vero e proprio momento di raccoglimento accentuato dal calore e dalla luce del grande fuoco.
E’ seguito un momento di ristoro per tutti con cantucci e vino cotto. (Di Daniela Litta)

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A San Benedetto del Tronto abbiamo raccolto la testimonianza del nuovo parroco della chiesa di San Pio X, Don Ulderico Ceroni.

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