Direttore Pompei: “Tanti falò per la Madonna dei cuppette, ma le campane delle tre della notte non parlano più!”

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Di Pietro Pompei

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Evviva la Madonna di Loreto, per Natale ci manca mezzo mese”; nella sua semplicità questo ritornello racchiude una ricchezza di tradizioni e di ricordi che non ha mai assunto il semplice tono folcloristico, al contrario ha inciso in modo determinante per la vita di molti di noi.

I falò sono pronti in molti luoghi delle nostre città e delle nostre campagne per la sera del 9 dicembre, ma non si avverte quell’alone di sana tradizione di un evento che si vuole prodigioso, perché più rispondente ad un sentimento religioso che la presenza della casetta di Nazareth sui nostri colli è in grado di suscitare. Fede e ragione, vanno a braccetto, ce lo diceva papa Benedetto XVI ed è vero, ma tante volte un po’ di sana fantasia, impedisce che l’una e l’altra inaridiscono.
Il suono festoso delle campane alle tre di notte a ricordarci che in quell’ora la pietà popolare poneva il passaggio della Santa Casa nel nostro cielo, non si ode più e sarebbe inutile ripristinarlo, quando a quell’ora i nostri figli stanno ancora ad inebetirsi nelle discoteche. Eppure quei risvegli, seppure fastidiosi, assumevano lo stupore di un Mistero a cui si accompagnava una preghiera piena di fervore.. Sono rimasti i falò, con qualche rapida recita del rosario e con i molti dolci dei volenterosi, ma non hanno il sapore dei “frettejétte”, con una spruzzata di uva passa, che le nostre mamme strappavano alla frugalità di quel tempo storico.
Intorno a quel fuoco si faceva comunità, si dava spazio al racconto dei nonni, che portavano nei ricordi e nell’aspetto i segni della lotta per la vita . Allora la presenza della Madonna di Loreto era palpabile nell’invocazione di aiuto nella tempesta, nell’urlo del naufrago che in quel nome aveva chiuso l’esistenza. Il falò era un fatto religioso che rendeva ancor più stridente il freddo della capanna del Presepe per il quale già si allestiva un angolo della casa con l’odore umidiccio del muschio.
Nostalgia? No. Preoccupazione? Si.
Quando un falò non ci dà più la gioiosa sensazione del caldo, abituati come siamo all’aria condizionata, e il fuoco non vince la luce delle lampade, occorre rifletter sull’innaturalezza di tale situazione e chiederci se siamo andati troppo in là di quanto ci è consentito Ambiente e salute oggi gridiamo e non ci capacitiamo di una crisi che ci soffoca. Sarà stato ingenuo credere ai pini inginocchiati al passaggio della “Madonna dei cuppette”, ma sicuramente molto più gratificante nel vederli sradicare dalla furia delle acque fattesi padrone dell’incuria dell’uomo
Quei tocchi di campana che ci richiamavano al Mistero, potrebbero ancora dire qualcosa solo se torniamo a rimettere al loro posto la notte e il giorno.

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