consacvratLa vita religiosa è chiamata oggi ad intraprendere un percorso di trasformazione. Questo il pensiero espresso da Diarmuid O’Murchu, durante la seconda giornata di lavori 93ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) sul tema “Vita religiosa nel secolo XXI”.

“Il compito di trasformazione auspicato – spiega fr. Enzo Biemmi – è stato definito con il termine di rifondazione: si parla di un nuovo ciclo da promuovere, che suppone una inevitabile rottura con quello che ci precede”. Per passare al nuovo paradigma, O’Murchu ha sottolineato la necessità di avere nuovi atteggiamenti di tipo spirituale, aprendosi ad accogliere le novità dello Spirito Santo, e di tipo umano. Abbandonare quello che è vecchio, riconoscere la morte e integrarla, non ristruttura ma ricostruire da capo: questi alcuni degli esempi proposti da O’Murchu, che ha invitato i superiori generali ad avere fantasia e creatività, ad essere proattivi. O’Murchu ha inoltre sottolineato che la trasformazione deve essere vissuta in prospettiva pasquale: senza morte non si può avere una vita nuova. Questa fase di declino, rappresenta quindi sì un momento di dolore, ma è necessaria, soprattutto in un momento di transizione, come quello che sta vivendo oggi la vita religiosa. La giornata di lavori ha dato spazio anche alla testimonianza di quattro religiosi, provenienti da varie parti del mondo.