Pontificio Istituto Giovanni Paolo II: card. Parolin, “tutelare la famiglia migliora il valore della democrazia”

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“La dedizione per l’alleanza dell’uomo e della donna, che si lascia plasmare nella forma della comunità familiare, è una scuola di libertà e di pace. Costituisce la matrice insostituibile della composizione umana degli affetti e della libertà responsabile, della comunità e della pacifica convivenza”.

Lo ha detto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, durante la prolusione che ha tenuto ieri in occasione del Dies Academicus che ha ufficialmente dato inizio al nuovo anno del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del matrimonio e della famiglia, a Roma. Il porporato ha proposto una riflessione sul ruolo dell’istituzione familiare, definita da Papa Francesco in Amoris laetitia come il luogo che “introduce la fraternità nel mondo”.
“Non si può negare – ha dichiarato il card. Parolin – che la famiglia sia oggi incalzata da una pressione di conformità e da una cultura di disgregazione, che la indebolisce profondamente. La famiglia si sente infatti più minacciata nella sua vulnerabilità, che non convocata a valorizzare la sua forza, in ordine alla qualità del legame sociale”.
Il segretario di Stato vaticano, ricordando il Messaggio per la giornata della pace 2017 di Papa Bergoglio, di poco successivo alla promulgazione di Amoris laetitia, ha poi aggiunto che: “La crisi della democrazia sostanziale e della matrice familiare si tengono strettamente. E si risolvono congiuntamente”. La famiglia, ha commentato, “è l’indispensabile crogiolo attraverso il quale coniugi, figli, fratelli imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato e dove i conflitti devono essere superati con il dialogo”.
La famiglia cristiana, ha concluso, “è il mediatore maieutico di questa missione testimoniale e amorevole della potenza della grazia che riscatta l’alleanza dell’uomo e della donna e consente di portare gli uni i pesi degli altri. Una sussidiarietà che diventa cruciale per la restituzione di piena verità al mandato della riconciliazione con Dio”.

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