Marittimi: card. Turkson, “migliorare la sicurezza dei pescatori e affrontare la pesca illegale”

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“Lavorare per migliorare la sicurezza dei pescatori e affrontare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata”.

È la richiesta avanzata all’International Maritime Organization dal card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, intervenuto ieri all’assemblea generale dell’Imo, in corso a Londra. Dal porporato è stata evidenziata anche l’importanza di un’altra istanza: “l’attuazione di standard internazionali sulla sicurezza delle navi da pesca che miglioreranno il lavoro condizioni per i pescatori”.

Dal prefetto del dicastero vaticano “la necessità di dialogare e collaborare a tutti i livelli che può portare a processi decisionali, politiche e azioni comuni internazionali, nazionali e locali”. “Dobbiamo portare nella conversazione sulla salute dei nostri oceani e mari i contributi specifici di individui e società, istituzioni statali e organizzazioni civiche. In un mondo sempre più globalizzato e complesso, le diverse prospettive sono sempre più intrecciate e complementari e tutti devono essere riuniti per trovare le soluzioni e le misure più efficaci”. Il cardinale ha considerato “le politiche statali e la ricerca accademica” “importanti e necessarie”, ma “il lavoro sul campo è il più importante di tutti e il compito di tutti”. Quindi, le caratteristiche di iniziative e i progetti per promuovere la salute dei oceani e mari, considerati “pratici e partecipativi” per “stimolare la volontà di tutti a contribuire a questo compito comune per il bene comune”. Infine, indicando alcuni esempi, il card. Turkson ha auspicato l’impegno di scuole e comunità nel raccogliere plastica, metallo, vetro e altri materiali di scarto che altrimenti finirebbero negli oceani e nei fiumi. “Le organizzazioni di base potrebbero lavorare con le industrie agricole e minerarie per impedire che i rifiuti industriali inquinino i sistemi idrici. Le organizzazioni non governative e le autorità pubbliche potrebbero collaborare per aiutare i poveri villaggi di pescatori a combattere il degrado degli ecosistemi costieri che incidono sul loro sostentamento. Se tutti noi veramente prendiamo cura del nostro ambiente, allora ci dovrebbe essere collaborazione piuttosto che opposizione”.

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