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Cile: ancora violenze e saccheggi

Nonostante l’accordo politico per dare il via a un processo costituente, continuano in Cile, soprattutto nella zona periferia di Santiago, violenze, rapine e saccheggi. A Maipú è stata anche rapinata una banca, con un bottino di 200mila euro. Al tempo stesso, continuano le denunce per le repressioni dell’esercito e delle forze dell’ordine, anche se alcune situazioni che hanno molto circolato sui social e sono state riprese anche da importanti organi di stampa italiani si sono rivelate assai gonfiate. La stessa organizzazione “Avvocate femministe” ha smentito che il mimo Daniele Carrasco sia stata uccisa nella repressione, specificando che la donna si è suicidata alcune settimane fa. E pare da chiarire anche la vicenda della fotografa Albertina Martínez, che è stata trovata uccisa nella sua casa e non era un’assidua fotografa dei cortei di protesta.
Restano, comunque, forti le accuse rivolte da Amnesty International. Secondo l’organizzazione, che ha svolto una missione nel Paese, le forze di sicurezza – principalmente le forze armate e i carabineros (la polizia nazionale) – sono responsabili di attacchi generalizzati e dell’uso di una forza non necessaria ed eccessiva con l’obiettivo di colpire e punire i manifestanti.
Queste azioni hanno finora causato cinque morti, mentre migliaia di persone sono state torturate, sottoposte a maltrattamenti o ferite in modo grave.
“Le intenzioni delle forze di sicurezza cilene sono chiare: colpire chi manifesta per disincentivare la partecipazione, ricorrendo all’atto estremo di praticare la tortura e la violenza sessuale contro i manifestanti – ha dichiarato in una nota ufficiale Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe –. Invece di prendere misure per fermare la gravissima crisi dei diritti umani, le autorità sotto il comando del presidente Sebastián Piñera appoggiano questa politica della punizione da oltre un mese, col risultato che le vittime di violazioni dei diritti umani aumentano ogni giorno”.
“La responsabilità penale individuale non può limitarsi a processare gli autori materiali delle violazioni dei diritti umani. Garantire la giustizia e la non ripetizione implica sanzionare coloro che hanno dato gli ordini nella piena consapevolezza dei crimini commessi o li hanno tollerati”, ha aggiunto Guevara-Rosas.