Gruppi violenti legati al regime di Daniele Ortega nel pomeriggio di lunedì hanno preso il controllo e profanato la cattedrale metropolitana di Managua, dove 12 mamme di prigionieri politici hanno iniziato uno sciopero della fame. Lo denuncia l’arcidiocesi di Managua in un comunicato: al momento dell’irruzione sono rimasti lievemente feriti un sacerdote, padre Rodolfo López, e una religiosa, suor Arelys Guzmán, che avevano tentato di ostacolare l’azione dei violenti, ma hanno dovuto abbandonare la chiesa per non evitare il peggio. Nei giorni scorsi 5 mamme di prigionieri politici di Masaya hanno iniziato lo sciopero della fame.

“Persone dello stesso gruppo – si legge nella nota dell’arcidiocesi di Managua – hanno rotto con forza le serrature della torre campanaria e altre serrature della chiesa profanando la nostra cattedrale metropolitana. Condanniamo questo atto di profanazione, assedio e intimidazione, che non aiutano la pace e la stabilità del Paese”.
L’arcidiocesi chiede “al presidente della Repubblica, Daniel Ortega, e alla vicepresidente di prendere provvedimenti immediati perché le nostre chiese cattoliche siano rispettate e perché la Polizia nazionale ritiri le sue truppe che assediano e intimidiscono la cattedrale e le nostre parrocchie”.
Conclude la nota: “Invitiamo tutto il nostro popolo a intensificare i momenti di preghiera di fronte a Gesù sacramento e con la recita del santo rosario, chiedendo la pace per il nostro Paese. La preghiera è nostra forza”.

Il grave gesto accaduto a Managua si somma ad altri in corso nel Paese e in particolare all’assedio alla chiesa di San Miguel, a Masaya, dove le mamme dei detenuti politiche sono in pratica assediate, assieme al parroco, padre Edwing Román, nei locali parrocchiali, dove hanno passato anche le ultime notti. Le mamme sono da cinque giorni in sciopero della fame e due di loro si trovano in precarie condizioni di salute, così come il sacerdote.

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