XIV edizione della “Giornate della storia” ad Acquaviva

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ACQUAVIVA PICENA-Presso la Sala del Palio di Acquaviva Picena, domenica 17 novembre alle ore 16:00 circa si è svolta la XIV edizione della “Giornate della Storia”, un evento che da molti anni contraddistingue il paese di Acquaviva.
Le “Giornate della Storia”, promosse dalla F.I.G.C., permettono, attraverso i convegni, di scoprire le radici della storia italiana e non solo, i temi trattati negli anni sono stati molteplici, quest’anno si è parlato delle “Invasioni medievali”. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Federico II Hohestauffen di Jesi in collaborazione con l’Associazione Palio del Duca di Acquaviva Picena del presidente cav. Nello Gaetani. I relatori sono stati la dott.ssa Giovanna Olivieri, la dott.ssa Marina Turchetti e l’Ing. Maurizio Medori, moderatrice e coordinatrice del convegno la dott.ssa Franca Tacconi vice presidente della Fondazione Federico II Hohenstauffen. Presenti al convegno anche il sindaco di Acquaviva Rosetti, l’assessore alla cultura Barbara Riga e l’amministrazione comunale. La dott.ssa Tacconi, dopo aver presentato i relatori ed esposto in breve il tema trattato, ha detto: “La nostra Fondazione è molto legata ad Acquaviva, collaboriamo dal 2001 con l’Associazione Palio del Duca per l’organizzazione di questi interessanti convegni. Vi do il benvenuto e saluto il sindaco di Acquaviva, l’assessore alla cultura e il presidente cav. Gaetani, ora lascio la parola alla dott.ssa Giovanna Olivieri e ci introdurremo in questo convegno, concepito per sviscerare i vari avvenimenti all’interno dell’area territoriale in questione. Ci parlerà delle invasioni longobarde in campo nazionale e locale”. Olivieri ha detto: “ Io vi parlerò delle invasioni longobarde, delle vicende storiche, politiche, militari e istituzionali del popolo germanico, che fu invasore del popolo italiano e marchigiano. Del popolo dei Longobardi non si hanno molte fonti, perché perlopiù le loro tradizioni sono state tramandate oralmente.
Io mi sono affidata alla Anonymous Corrico Gentis Langobardorum e l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono. Entrambi le fonti fanno risalire le origini del popolo longobardo nell’odierna Scandinavia. Poi mano a mano si sono spinti oltre il loro territorio in cerca di nuove terre, vennero poi ad allearsi con altri popoli in varie guerre. Ad un certo punto valicarono le Alpi, nel 572 Pavia divenne un centro importante del popolo longobardo. Furono sempre i longobardi a fondare il Ducato di Spoleto, del quale facevano parte le Marche. I longobardi quando arrivarono in Italia si trovarono ad affrontare i Goti e i Bizantini. I Longobardi adoravano divinità pagane, il loro primo incontro con il cristianesimo lo ebbero in Pannonia. I Longobardi prediligevano paesi fortificati perché più facilmente difendibili dei territori della costa. Avevano una gerarchia di potere, che andava dal re ai servi e passava per i magistrati, i “Gastaldi”, e per gli artigiani, erano una popolazione pressoché guerriera, i raggruppamenti famigliari chiamati “fara” comprendevano oltre ai guerrieri, anche donne, bambini, anziani e persino bestiame. Si muovevano insieme e a capo della fara c’era il Duca, guerriero insignito di tale dignità. Molte città delle Marche hanno subito l’invasione longobarda, Ancona, Osimo, Fano, Camerino e tante altre. A Castel Trosino in particolare dopo la scoperta di una Necropoli si è potuta studiare la presenza di molte popolazione che lì si sono insediate.

Le varie civiltà a Castel Trosino, come in altri luogo, si sono piano piano amalgamate con le civiltà già esistenti, fino ad arrivare a comporre la civiltà d’oggi, infatti, lasciatemi concludere dicendo che, le tradizioni dei popoli che si incontrano portano ad un maggiore arricchimento non ad una perdita”. La dott.ssa Turchetti ha detto: “Inizio facendo la distinzione tra pirati e corsari, i pirati erano veri e propri banditi che attaccavano indistintamente le navi che incontravano, mentre i corsari erano combattenti che avevano una licenza, loro avevano norme precise riguardo la “guerra di corsa” che a loro era affidata.
Il bottino veniva diviso in misure ben precise e per evitare imbrogli, furono istituiti tribunali particolari. Le popolazioni costiere, anche quelle marchigiane, subirono dolorosi attacchi, Ancona ne è un esempio.
Spesso le zone risparmiate dai Goti e dai Longobardi furono attaccate dai pirati. Anche le città importanti per quanto riguarda la cristianità, come Loreto, subirono gravi attacchi. Per difendersi da queste incursioni iniziarono a svilupparsi le Crociate, che oltre all’intento di liberare il Santo Sepolcro, serviva per proteggere i traffici commerciali con l’Oriente. Anni dopo si crearono le città marinare, Ancona fu una di loro, Ancona aveva mura difensive che si protraevano fino alla costa.
Nacquero da quelle incursioni piratesche e corsare le “Giostre del Saraceno”, quella che ancora oggi, per esempio, si svolge ad Ascoli”. L’Ing. Medori ha detto: “Ripercorrendo la storia delle incursioni saracene sottolineo come le coste delle nostre zone non furono attaccate dai saraceni perché erano luoghi poco popolati e poveri, ci sono alcuni documenti che parlano dei saraceni nelle nostre zone, anche riguardo proprio Acquaviva, ma sono storie abbastanza inverosimili visto che le incursioni saracene si fermarono con l’arrivo in Sicilia dei normanni. A quell’epoca si tendeva ad indicare con il termine saraceno tutti quelli che vestivano in maniera diversa, che avevano tradizioni e o armi diverse, o che addirittura si opponevano alle leggi locali e del tempo”.

Al termine il sindaco Rosetti e l’assessore Riga hanno salutato i presenti e ringraziato i relatori e gli organizzatori. L’Associazione Palio del Duca ha poi fatto dono di un grazioso souvenir di Acquaviva.

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