Sorelle Clarisse: Il Dio di Gesù è il Dio dei vivi, non dei morti!

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DIOCESI – Lectio delle Sorelle Clarisse del monastero Santa Speranza in San Benedetto del Tronto.

È assurda e sicuramente triste la provocazione con cui i sadducei affrontano Gesù. Domandano spiegazioni sul tema della resurrezione dei morti, quando, innanzitutto, loro non ci credono proprio. E lo fanno rimanendo fermi su categorie prettamente umane, quasi dovessero dimostrare un teorema matematico. C’è una donna avuta in moglie da sette mariti, morti uno dopo l’altro; chiedono i sadducei: «La donna, dunque, alla resurrezione, di chi sarà moglie?».

Dicevamo assurda e triste questa richiesta. Innanzitutto, perché i sadducei vogliono imprigionare Gesù in una questione di corto respiro, di puro contenuto biologico, vogliono racchiudere la resurrezione in un problema di…come? Quando? Con chi? Dove?

Ma la resurrezione in cui Gesù crede non è la mera continuazione dei rapporti terreni, non è la proiezione e il prolungamento del presente…la resurrezione è l’incontro faccia a faccia con Dio, con il Dio della vita, la “prova del nove” di quella consolazione eterna e quella buona speranza che, scrive Paolo nella sua seconda lettera ai Tessalonicesi, Dio ci ha dato.

È l’esperienza, raccontata dalla prima lettura, tratta dal secondo libro dei Maccabei, di sette giovani fratelli. Insieme alla loro madre, non esitano ad andare incontro a torture di ogni genere e, infine, alla morte, pur di non rinnegare la loro fede.

Sette uomini e una donna pienamente diritti, integri, saldi e “in piedi” nonostante fisicamente curvati, menomati, provati da tanta sofferenza.

Questo perché non sono disposti a rinunciare, o meglio a lasciarsi derubare della loro relazione con il Signore, con quel Dio che, ogni giorno della loro vita, hanno sperimentato e continuano a sperimentare non come il totalmente altro e lontano, ma come il Dio che li accompagna, li sostiene, li guarisce, li nutre…li ama!

Essi sono certi di una «vita nuova ed eterna» a cui Dio li risusciterà, una vita di contemplazione del volto di Dio, una vita, canta il salmista, in cui ci si sazierà della immagine di Dio!

Il Dio di Gesù è il Dio dei vivi, non dei morti!

Possiamo affermare di credere nel Dio dei vivi se la nostra fede è ricerca e non stanca abitudine, irrequieto desiderio e non noioso dovere, slancio e preghiera e non rito o devozione; se ci lasciamo incontrare da Lui, se accogliamo la sua parola che ci interroga e dona risposte, l’unica Parola che ci porterà alla scoperta di “ciò che occhio non vide mai, né orecchio udì mai, né mai era entrato in cuore d’uomo…”

 

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