Gendarmeria vaticana: Giani su dimissioni, “grato per aver potuto servire il Papa con onore fino all’ultimo”

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Un momento delicato, di grande prova personale, ma vissuto interiormente con serenità, incoraggiato dalla fiducia e dal sostegno del Santo Padre, della sua famiglia e di tanti collaboratori e persone che in vario modo in questi anni lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato le qualità umane e professionali. Domenico Giani, Comandante del Corpo della Gendarmeria – in un’intervista ai media vaticani, firmata da Alessandro Gisotti, vice direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione – confida i sentimenti con cui lascia il servizio e sottolinea la gratitudine al Papa che ne ha riconosciuto l’onore, la lealtà e fedeltà nel suo lavoro quotidiano.
“Gli eventi recentemente accaduti hanno generato un grave dolore al Santo Padre e questo mi ha profondamente colpito”, dice Giani a proposito delle sue dimissioni, accettate ieri dal Papa: “Sono trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione del documento che era stato inoltrato ad uso interno esclusivamente per Gendarmi e Guardie Svizzere. Come indicato nel comunicato della Sala Stampa del primo ottobre, è in corso un’indagine e le persone coinvolte sono state raggiunte da un provvedimento amministrativo. L’uscita di questo documento, pubblicato da alcuni organi di stampa, ha certamente calpestato la dignità di queste persone. Anche io come Comandante ho provato vergogna per quanto accaduto e per la sofferenza arrecata a queste persone. Per questo, avendo sempre detto e testimoniato di essere pronto a sacrificare la mia vita per difendere quella del Papa, con questo stesso spirito ho preso la decisione di rimettere il mio incarico per non ledere in alcun modo l’immagine e l’attività del Santo Padre. E questo, assumendomi quella ‘responsabilità oggettiva’ che solo un Comandante può sentire. Sono profondamente grato al Santo Padre perché il suo attestare la mia lealtà, l’onore e la fedeltà con cui ho svolto il mio servizio, mi aiuta ad affrontare con serenità il futuro e i nuovi impegni che potrò assumere, nell’ambito delle mie competenze, dopo questa esperienza straordinaria”.

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