San Benedetto, grande interesse per “La domenica della Parola”

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A cura dell’equipe per l’Apostolato Biblico Diocesano

DIOCESI – Accogliendo l’invito del Santo Padre che, nella Lettera Apostolica scritta in chiusura del Giubileo della Misericordia, giudicava opportuno destinare “una domenica dell’Anno Liturgico per rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura”, il Servizio per l’Apostolato Biblico ha proposto alla nostra diocesi di celebrare la centralità della Bibbia nella vita cristiana domenica 29 settembre presso il Biancazzurro di San Benedetto del Tronto. Papa Francesco ha definito la Bibbia “il grande racconto che narra le meraviglie della misericordia di Dio; ogni pagina è intrisa dell’amore del Padre che fin dalla creazione ha voluto imprimere nell’universo i segni del suo amore”. Constatata la difficoltà dell’uomo di oggi di accorgersi di questo infinito amore e – ancor di più – di sentirsene meritevole, è stato affidato al biblista don Antonino Sgrò, presbitero della diocesi di Reggio Calabria, il compito di chiarire i termini del rapporto tra Dio e l’uomo, che rappresenta il costante quadro di riferimento di tutto il racconto biblico, nelle due relazioni che ha proposto nel pomeriggio.

Don Antonino, dopo aver chiarito alcuni aspetti metodologici necessari per un corretto approccio al testo biblico, si è soffermato in particolare sulla centralità della figura di Gesù che della relazione sopra citata rappresenta il fulcro: è il Cristo il profeta perseguitato che svela il vero volto del Padre agli uomini; è Lui che ristabilisce i termini dell’alleanza tra Dio e l’umanità scrivendone le clausole non più sulla pietra, ma imprimendole direttamente nella materia viva e palpitante del cuore; è  ancora Lui che insegna agli uomini a leggere la storia utilizzando la prospettiva di Dio. E sotto l’azione del Messia il dialogo interrotto si riattiva e l’orizzonte della salvezza torna per l’uomo ad essere una rotta possibile nel difficile cammino della vita. La Bibbia insegna all’uomo ispirato il suo posto nel Regno di Dio, lo fa consapevole del suo ruolo nel disegno divino e gli dona la certezza che non sarà mai solo a sostenere la pesantezza delle prove e delle cadute: Dio è infatti capace di volgere al bene anche ciò che a noi sembra male, e ogni angolo del testo sacro risuona dell’eco di questa fiducia e di questa consolazione. Anche in ciò Gesù è il maestro: se il Padre ispira, è il Cristo il profeta che ascolta, coglie il senso, interpreta il piano di Dio e lo porta a compimento a costo della croce; il vero ascolto è dunque assumere tra gli uomini la responsabilità della Parola.

Nella seconda parte Don Antonino ha presentato in una rapida panoramica i vangeli delineandone le caratteristiche specifiche che sono indispensabili per mutuarne una corretta interpretazione: si è perciò soffermato sulla personalità degli evangelisti, spiegando i moventi che li hanno indotti a mettere mano alla narrazione, e sulle relazioni intercorse tra essi e gli altri apostoli e il Maestro. In particolare il relatore ha sottolineato lo straordinario significato umano e spirituale dei racconti evangelici di cui ogni uomo di oggi dovrebbe considerarsi partecipe, se non perfino protagonista: essi infatti sono lo specchio della più profonda intimità umana ed è ciò che conferma la centralità della Parola; occorre prendere coscienza che in Essa c’è la vita e che, realisticamente, ciò che ognuno di noi vive, nella Bibbia c’è e ci interpella.

Si è riunito un bel gruppo di persone di tutte le età (dai due agli ottanta anni!), laici e sacerdoti, e don Tonino ha saputo offrire un contenuto consistente e impegnativo con un linguaggio accessibile a tutti, tenendo viva l’attenzione con la sua gradevole ironia. Il clima è stato di serio ascolto e vivo interesse, ma altrettanto gioioso e cordiale durante le pause, davvero ci si è sentiti Chiesa in cammino!

Anche nella celebrazione liturgica che ha chiuso la giornata, si è cercato di sottolineare la centralità della Bibbia attraverso alcuni segni: con l’intronizzazione, il libro sacro è stato posto al centro dell’altare e i fedeli lo hanno fatto segno di un gesto di adorazione. L’omelia sulla parabola del “ricco epulone” ha confermato l’attualità del messaggio evangelico e la necessità da parte nostra di confrontarci incessantemente con esso, e la figura di Lazzaro ha identificato le povertà di oggi, in particolare quella di migranti e rifugiati che tentano di sottrarsi alle privazioni e alla fame, e alla violenza delle guerre. I fedeli, nella preghiera comune, si sono associati alle intenzioni proposte dalla Chiesa nella 105^ Giornata del Migrante e del Rifugiato.

E proprio il giorno dopo questo incontro, nella festa di S. Girolamo, papa Francesco ha promulgato il motu proprio Aperuit illis, con il quale istituisce definitivamente la Domenica della Parola nella terza domenica del tempo ordinario: una “conferma” dell’intensa giornata vissuta!

è possibile ricevere la relazione integrale di Don Antonino, inviando una mail a: apostolatobiblico@diocesisbt.it

 

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