Papa Francesco: “non viviamo una fede ‘da sacrestia’”

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“Per favore, non viviamo una fede ‘da sacrestia’”, l’esortazione di Papa Francesco nell’omelia dei Vespri presieduti questa sera nella basilica di San Pietro in occasione dell’inizio del Mese missionario straordinario.
“Oggi entriamo nell’ottobre missionario accompagnati da tre ‘servi’ che hanno portato molto frutto”, afferma il Pontefice richiamando Santa Teresa di Gesù Bambino, “che fece della preghiera il combustibile dell’azione missionaria nel mondo”, San Francesco Saverio, “uno dei grandi missionari della Chiesa”, e la venerabile Pauline Jaricot, operaia che, “con le offerte che detraeva dal salario, fu agli inizi delle Pontificie Opere Missionarie”. Questo, osserva, “è anche il mese del Rosario”. Di qui una domanda e un monito: “Facciamo di ogni giorno un dono per superare la frattura tra Vangelo e vita? Per favore, non viviamo una fede ‘da sacrestia’”. La religiosa, il sacerdote e la laica appena richiamati “ci dicono che nessuno è escluso dalla missione della Chiesa”, assicura il Papa affermando che in questo mese il Signore chiama tutti: padri e madri di famiglia, giovani, lavoratori, disoccupati, malati. “Il Signore – spiega – ti chiede di farti dono lì dove sei, così come sei, con chi ti sta vicino; di non subire la vita, ma di donarla; di non piangerti addosso, ma di lasciarti scavare dalle lacrime di chi soffre. Coraggio, il Signore si aspetta tanto da te. Si aspetta anche che qualcuno abbia il coraggio di partire, di andare là dove più mancano speranza e dignità, là dove troppa gente vive ancora senza la gioia del Vangelo”. “Ma devo andare da solo? – l’interrogativo posto a braccio da Francesco -. Questo non va. Se noi abbiamo in mente organizzazioni e piani di lavoro – ammonisce – questo non va. Protagonista della missione è lo Spirito Santo”. Di qui l’esortazione conclusiva: “Va’, il Signore non ti lascerà solo; testimoniando, scoprirai che lo Spirito Santo è arrivato prima di te per prepararti la strada. Coraggio, fratelli e sorelle; coraggio, Madre Chiesa: ritrova la tua fecondità nella gioia della missione!”.

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