Festa di San Michele Arcangelo, Don Patrizio: I Poliziotti “non ci aiutano solo a vivere sicuri, ma a vivere bene”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La polizia fa festa nella cattedrale. Agenti in servizio e in congedo, insieme alle massime autorità provinciali ed a tanti parrocchiani della Marina, hanno celebrato – domenica mattina – San Michele Arcangelo: patrono della polizia di Stato. Una ricorrenza che, generalmente, si celebra ad Ascoli (sede della Questura) ma che stavolta si è tenuta in Riviera. Assente il vescovo Carlo Bresciani per impegni già assunti fuori Diocesi, a presiedere il rito c’era il vicario generale, don Patrizio Spina, affiancato dal cappellano provinciale della polizia: don Adam Baranski. Nella sua omelia, don Spina ha sottolineato che il compito del poliziotto non è privo di fatica: «Ma è fatica benedetta, perché questi uomini e queste donne non ci aiutano solo a vivere sicuri, ma a vivere bene».

Nel corso della messa, si è pregato anche per il Presidente della Repubblica, per la Patria e per tutti i defunti, in particolare quelli caduti in servizio, tra le fila della Polizia di Stato. Prima del termine della funzione, il questore Luigi De Angelis ha pronunciato la Preghiera del Poliziotto, soffermandosi poi sul senso della giornata: «Questa cerimonia l’ho voluta fare quest’anno a S. Benedetto per tributare gli onori in particolare che opera sul litorale, oltre naturalmente a tutti gli effettivi della provincia di Ascoli. Ma sul litorale siamo presenti con il commissariato di Pubblica Sicurezza di S. Benedetto, il distaccamento di Polizia Stradale e la sottosezione di Polizia Ferroviaria, sempre a S. Benedetto». Un concetto che il dottor De Angelis aveva già espresso pochi giorni fa, all’indomani del suo incontro col vescovo avvenuto anche alla presenza del commissario sambenedettese Leo Sciamanna.

«Questa non è solo la festa della divisa – ha rimarcato don Adam – ma la festa della famiglia della polizia» Una famiglia, si sa, è fatta da più generazioni e questo legame tra presente, passato e futuro era cristallizzato anche in chiesa con, rispettivamente: gli agenti oggi in attività, quelli in congedo dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato ed i figli dei poliziotti attualmente in servizio, di cui due (curiosità) hanno servito messa.

Come detto all’inizio: i primi banchi della cattedrale erano gremiti di autorità civili e militari. Basti citare la presenza del prefetto, dottoressa Rita Stentella, insieme ai rappresentanti dei territori: il sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti, il vicesindaco di Ascoli, Giuliano Silvestri e delegati degli altri Comuni costieri: Stefano Novelli per Grottammare e Lucio Spina per Cupra. «Questa festa – ha detto il primo cittadino Piunti – ci ricorda quant’è importante avere un presidio di legalità e posso dire che questo territorio è un territorio ben controllato dove, a partire dai vertici, tutti quanti gli operatori della sicurezza vanno ringraziati per il loro lavoro e la loro abnegazione»

 

 

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