Nazioni Unite: Guterres, “riconoscere comune natura umana, dignità di ogni persona, uguaglianza e diritto a perseguire la pace”

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Un discorso breve e diretto quello che ieri sera il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha rivolto ai leader religiosi e politici riuniti nella chiesa della Sacra Famiglia per il momento di preghiera organizzato dalla Missione permanente della Santa Sede presso l’Onu. Alla vigilia dell’apertura della 74ª Assemblea generale, Guterres ha sottolineato che, nel tempo della polarizzazione e dell’acuirsi delle battaglie sull’identità, va riconosciuta “la comune natura umana, il rispetto della dignità di ogni persona, l’uguaglianza e il diritto a perseguire pace, diritti umani e sviluppo sostenibile per tutti” e ha chiesto ai rappresentanti delle fedi di farne materia del loro insegnamento religioso. Il tema che però sta più a cuore al segretario generale è il Summit sul clima che si aprirà il prossimo 23 settembre, un incontro che definisce “ambizioso ed esistenziale insieme”, perchè senza una tutela dell’ambiente anche i punti dell’Agenda 2030, anche i diritti umani proposti dalla carta delle Nazioni Unite non possono trovare applicazione.

Ha citato Papa Francesco Guterres e ha abbandonato le carte preparate guardando fissa l’assemblea. “Sono rimasto molto colpito, quando recentemente Papa Francesco ha portato all’attenzione il libro della Genesi e il passaggio in cui Dio contemplò la creazione e si compiacque perché la creazione era buona – ha continuato il segretario generale -. Io non capisco i tanti uomini e donne, molti dei quali credono nello stesso Dio, che vedo così determinati nella distruzione della stessa creazione di cui Dio si è così tanto compiaciuto. Non ho dubbi che abbiamo tutte le conoscenze e gli strumenti per tutelare la terra, ma quello che manca, in molte parti, sono la volontà politica e la leadership”. Guterres ha proseguito l’affondo sui capi di stato, sottolineando quanto i giovani chiedano insistentemente il loro intervento deciso: “Questa settimana, cari leader, ci riuniremo insieme e il mondo ci guarderà, così oggi invito tutti voi, di qualsiasi fede e a qualsiasi azione appartenete, a mostravi solidali verso questo prossimo appuntamento e soprattutto a non lasciare indietro nessuno, in modo da disegnare insieme il futuro che vogliamo”. Il segretario generale ha annunciato anche i due altri temi su cui si impegnerà: istituire una strategia che combatta i discorsi d’odio e discriminazione e la protezione dei luoghi sacri a tutte le religioni. La meditazione durante il servizio è stata affidata al vicario apostolico dell’Arabia Saudita, Paul Hinder, che ha ricordato il viaggio di Francesco negli Emirati Arabi, lo scorso febbraio, e lo storico incontro con l’imam Ahmad Muhammad Al-Tayyib con cui ha siglato il Documento sulla fratellanza, che offre principi guida per il dialogo e il rispetto delle fedi e dei popoli. Nella preghiera conclusiva, l’arcivescovo Bernardito Auza, che proprio ieri ha ricevuto conferma che lascerà le Nazioni Unite per la nunziatura in Spagna, ha ricordato che servono “sapienza, coraggio, prudenza e spirito di solidarietà per crescere insieme e lavorare insieme per essere davvero strumenti di Dio che portano pace, giustizia, fraternità”. Alla preghiera ha partecipato anche il neoeletto presidente della 74ª Assemblea generale, Tijjani Mohammad Bande, ex ambasciatore della Nigeria.

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