San Benedetto, lottà alla povertà, anche la Caritas in comune per definire le strategie di inclusione

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Coordinata dall’assessore alle politiche sociali del Comune di San Benedetto del Tronto Emanuela Carboni, si è tenuta nella sede dell’Ambito Territoriale Sociale n. 21, una riunione con i rappresentanti della Caritas Diocesana, degli enti caritatevoli e delle associazioni che si occupano di lotta alla povertà nei territori dei Comuni facenti parte dell’Ambito.

Due gli scopi dell’incontro: iniziare a delineare le modalità di attuazione del progetto “Housing first” e i concordare i contenuti di un protocollo operativo tra i Comuni e le associazioni per la gestione dei casi problematici.

Il progetto “Housing first”, finanziato per 36mila euro dal Fondo Sociale Europeo, prevede interventi di accoglienza e accompagnamento verso l’autonomia di persone senzatetto che si trovano in questa situazione non per scelta ma per rovesci della vita e hanno dunque voglia di riscattarsi. E’ prevista l’individuazione di alloggi dove possano iniziare a rifarsi una vita e un supporto alla ricerca di un lavoro. La persona dovrà sottoscrivere un contratto con gli impegni che deve assumere e compartecipare, in base alle possibilità, alle spese di gestione dell’appartamento.

Il protocollo operativo sarà finalizzato invece a definire ruoli e compiti di Comuni e realtà del terzo settore per il trattamento delle situazioni più problematiche che, appunto, richiedono l’intervento coordinato di soggetti pubblici e privati.

“L’esperienza ci insegna che questo coordinamento tra pubblico e privato è l’unica strategia efficace per affrontare queste situazioni con ragionevoli speranze di successo – dice l’assessore Carboni – gli enti pubblici non hanno risorse sufficienti per occuparsi interamente di ciascun caso mentre le realtà del privato sociale rischiano, senza un coordinamento, di dissipare le loro energie che invece sono preziosissime”.

Nella prossima riunione prevista per il 12 agosto si andranno ad analizzare le singole situazioni già in carico ai vari soggetti componenti del tavolo per definire i percorsi a loro più adatti e si metteranno a punto i contenuti del protocollo d’intesa che poi dovrà essere ratificato da ciascun sottoscrittore.

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