Caritas San Benedetto del Tronto, alcune precisazioni

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Di Nicola Rosetti e Simone Incicco

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il vivace dibattito che si sta animando in questi giorni sulla situazione relativa agli ospiti della Caritas diocesana merita una serena e pacata riflessione. Prima di ogni ulteriore commento, è necessario sottolineare che si sta parlando di persone che vivono disagi di diversa natura di cui la Caritas si è fatta carico.
Va evitata ogni strumentalizzazione politica e la priorità deve essere la tutela della dignità di queste persone svantaggiate.
Come sottolineato da Mons. Carlo Bresciani e dal Direttore della Caritas Diocesana Don Gianni Croci, durante la conferenza stampa di sabato scorso, la comunità cristiana non è interessata a fare polemiche, ma ha a cuore il destino di questi nostri fratelli meno fortunati e in tal senso auspicano una soluzione.
Per chiarezza, la Caritas ha il compito di accogliere persone che altrove non trovano risposta alle loro umane esigenze; le eventuali questioni di ordine pubblico non sono di sua competenza, ma degli organi istituzionali a ciò preposti.
All’interno della Caritas operano circa 100 volontari (non retribuiti) insieme a 4 giovani del servizio civile.
Tra i vari servizi offerti c’è la possibilità di un pasto caldo ogni giorno (365 giorni all’anno), di usufruire del: servizio legale, il servizio d’assistenza sanitaria con un poliambulatorio d’avanguardia, centro di ascolto, il servizio docce e servizi igienici, una casa di accoglienza per situazioni emergenziali, attività formative.
Si calcola che per 1€ dato all’8xmille alla Chiesa Cattolica, che essa in gran parte usa per la carità, lo Stato risparmi 10/11€.
Si pensi soltanto a quante persone dovrebbero essere assunte per realizzare il servizio che la Caritas porta avanti, senza considerare tutte le altre opere caritative della Chiesa Cattolica. La Chiesa diocesana inoltre, fra gli altri servizi, offre una struttura protetta ai papà separati e alle famiglie in difficoltà.
La Chiesa realizza queste opere non perché obbligata; certamente non per guadagno, ma perché cerca di incarnare il Vangelo in cui crede.
Il cristiano nel suo prossimo vede Gesù Cristo.

Per questo, nella misura del possibile, accoglie tutti: terremotati, emarginati, indigenti, immigrati o che vivano le varie povertà materiali o culturali. L’opera della Caritas non è solo di carattere “morale”, ma anche di prevenzione sociale, perché i poveri non ricevono solo assistenza materiale, ma anche accoglienza, comprensione, sostegno e ciò fa sì che la disperazione dei poveri non diventi rabbia sociale.
Nello specifico, quello offerto dalla Caritas a suo modo è un servizio unico e insostituibile: si può dire con serena coscienza che lo Stato non fa nulla di analogo a quanto svolge la Caritas. Sì, certamente c’è un sistema di welfare, di sussidi economici, ma nessuna struttura che sia un “pronto soccorso dei poveri” come quella della Caritas.
La Caritas rappresenta un’opera sociale svolta dal basso e resa possibile non solo dagli operatori, ma dalla generosità dei sambenedettesi e di quanti abitano nelle zone limitrofe alla nostra città. Si tratta di un’istituzione viva, perché fatta da persone vive e con un cuore generoso.
È interesse di tutti che realtà sociali come questa possano continuare la loro missione, senza essere lasciate da sole. Anche perché, come ha ricordato Mons. Bresciani, la questione della povertà, prima che essere una questione cristiana è una questione umana dai grandi risvolti sulla pace sociale. La collaborazione tra Caritas e istituzioni pubbliche diventa allora uno snodo indispensabile, per il bene delle persone e della società intera.
Non si può che augurarsi che la situazione delle persone senza fissa dimora trovi presto una soluzione strutturale, perché l’emergenza che si protrae da anni possa essere affrontata con strumenti sempre più adeguati.
È quello che ci si augura dalla conferenza stampa convocata per domani, mercoledì 10 luglio, dal comune di San Benedetto del Tronto e che ha ad oggetto: “Illustrazione delle iniziative adottate per il problema dei senzatetto ospitati nel giardino della Caritas diocesana“.

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