Papa Francesco prega per i migranti uccisi nel raid aereo in Libia

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page


Marco Guerra – Città del Vaticano vaticannews

Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha invitato a pregare “per le povere persone inermi uccise o ferite dall’attacco aereo che ha colpito un centro di detenzione di migranti in Libia”. Francesco si è anche rivolto alla comunità internazionale evidenziando che quest’ultima “non può tollerare fatti così gravi” ed ha auspicato l’organizzazione di corridoi umanitari.

Prego per le vittime: il Dio della pace accolga i defunti presso di sé e sostenga i feriti. Auspico che siano organizzati in modo esteso e concertato i corridoi umanitari per i migranti più bisognosi.

Libia: oltre 50 morti al centro per migranti

La preghiera e la riflessione del Papa riguardano dunque i contesti regionali scossi da guerre civili e violenze settarie che, anche negli ultimi giorni, hanno provocato numerose vittime. In Libia si contano almeno 53 morti e oltre 130 feriti a seguito dell’attacco aereo che, la mattina del 3 luglio, ha colpito il centro di detenzione di migranti a Tajoura, a pochi chilometri da Tripoli. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu e l’Ue hanno condannato l’attacco, mentre il governo di accordo nazionale libico di Tripoli – riferiscono fonti di stampa – ha accusato il maresciallo della Cirenaica, Khalifa Haftar, e gli Emirati Arabi Uniti che avrebbero fornito l’F-16 con cui è stato compiuto il bombardamento.

L’attacco dei talebani in Afghanistan

Ancora violenze anche in Afghanistan, dove ieri un attentato con un’autobomba nella provincia centrale di Ghazni ha provocato 12 morti e oltre 70 feriti. L’attacco, rivendicato dai talebani, era diretto contro un ufficio dei servizi di intelligence. I media locali hanno riferito che otto delle dodici vittime appartengono alle forze di sicurezza e altri quattro sono civili.

In Mali violenze settarie

Clima di forte tensione in Mali. Nel Paese della fascia del sahel africano, domenica scorsa almeno 23 civili sono stati uccisi da uomini armati nell’attacco in un villaggio al confine con il Burkina Faso. Negli ultimi mesi nel Mali si è registrato un incremento degli assalti e degli scontri armati che hanno coinvolto gruppi ribelli jihadisti e milizie di singole comunità costituite per “autodifesa”.

Burkina Faso: trucidati quattro cattolici

Risale invece allo scorso 27 giugno l’attacco di un gruppo jihadista a Bani, nel nord del Burkina Faso, costato la vita a quattro laici cattolici. Secondo le testimonianze, una decina di uomini armati di machete e fucili sono entrati nel villaggio e hanno costretto tutti gli abitanti a sdraiarsi per terra. Poi hanno cominciato una “perquisizione” a caccia di simboli religiosi e quattro persone, che indossavano al collo una piccola croce, sono state portate in disparte e trucidate.

Niger: jihadisti attaccano militari, 18 morti

Violenze anche in Niger dove il primo luglio si è verificato un attacco, rivendicato dalla “costola” africana dell’Is, contro una base militare a Inates, nell’ovest del Paese, costato la vita ad almeno 18 soldati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *